Evoluzione ed effetti dell’addomesticamento del cane

addomesticare cane
L’addomesticamento del cane passa anche attraverso educatori, istruttori ed addestratori. © Pixabay

In principio era “Seduto!”, ora il modo di addomesticare un cane è completamente cambiato ed ha obiettivi totalmente diversi rispetto a qualche anno fa. Scopri tutti i dettagli nel nostro articolo.

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Nella Preistoria fu cacciatore; poi divenne guardiano e pastore; quindi compagno fedele in pace e in guerra, in salute e in malattia: l’addomesticamento del cane è intrecciato alla lunga storia d’amore iniziata con gli uomini ai tempi della preistoria e ha seguito di pari passo l’evoluzione della società. Oggi, che Fido è il primo animale domestico, il primo tra gli animali da compagnia e il primo tra quelli che aiutano l’uomo nella vita di tutti i giorni, l’addomesticamento è un ventaglio di pratiche che, dall’educazione all’addestramento fino alla riabilitazione, rispondono a esigenze specifiche e tengono in considerazione anche la psicologia canina.

Come addestrare un cane

Prima ancora di entrare nel vivo della materia, è importante chiarire alcune cose. Primo: non vi è un’unica scuola di pensiero a proposito di educazione e addestramento cinofilo. Secondo: non vi è un’unica razza di cani. Terzo: i miracoli non accadono quasi mai. Tradotto con un esempio: difficilmente un rottweiler, il cane che gli Antichi Romani mandavano a combattere nell’arena contro i leoni e i tedeschi del XIX secolo mettevano a guardia delle carni dei macellai e usavano per trainare piccole merci, potrà essere educato a vivere mansueto e felice in un appartamento di cinquanta metri quadri in una moderna città. Fuor di metafora, prima di adottare un cane bisogna considerare il contesto in cui andrà a vivere dal momento che nessun addomesticamento potrà (e tanto meno dovrebbe) mortificare del tutto la sua indole.

Cane addomesticato, cane addestrato: facciamo chiarezza

Il comportamento del cane riflette – nel bene e nel male – quello del suo padrone e di chi gli gravita intorno. Ecco perché le moderne scuole di educatori cinofili concentrano le loro attenzioni a instaurare un buon rapporto tra uomo e animale. In estrema sintesi, si può dire che il compito dell’educatore sia agevolare la relazione improntandola sulla collaborazione così da permettere una felice e facile convivenza, soprattutto se si tratta della prima, e se Fido non ne vuole sapere di scendere dal divano, di smettere di tirare il guinzaglio o di abbaiare al vicino. Come fa? Con tanta empatia, qualche astuzia e una buona dose di rigore: poiché i cani apprendono per associazione, i messaggi passano attraverso il rinforzo positivo e quello negativo – premi e punizioni, crocchette e strigliate, per intenderci – senza lasciare spazio alla confusione.

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Un altro capitolo dell’addomesticamento riguarda l’educazione dei cani dediti agli sport cinofili: dall’agility dog al discdog, passando per mondioring e obedience, le discipline dei Fido con il pedigree richiedono un allenamento specifico che si traduce in un vero e proprio addestramento e che, nel terzo millennio, svolgono gli istruttori sportivi o gli addestratori (a seconda della disciplina in questione) sottoponendo i quattro zampe a programmi serrati che non lasciano nulla al caso.

Diverso il discorso del cane addestrato a svolgere compiti specifici che ormai tutti i giorni, ai quattro angoli del mondo, affianca l’uomo in precise operazioni: dai cani antidroga a quelli da ricerca, da guida e da salvataggio che fiutano e scovano attraverso le valigie, i muri, le macerie, le valanghe, la terra e l’acqua, la cronaca è costellata di eroi a quattro zampe. Senza dimenticare i cani addestrati per accompagnare i soldati in guerra e i cacciatori nelle battute, secondo quell’antico sodalizio iniziato nella notte dei tempi che permane ancora oggi.

Educare o rieducare il cane: i riabilitatori

La declinazione più sofisticata dell’addomesticamento è sicuramente quella che si concentra sulla dimensione sociale e psicologica del cane. Dalle puppy class, le classi dove i cuccioli socializzano guidati da un educatore imparando l’abc della convivenza con gli umani, agli interventi ad hoc in seguito a situazioni di stress, traumi o disturbi del comportamento, la galassia che affronta il malessere a quattro zampe è ricca e variegata. Si va dai veterinari comportamentisti (che possono ricorrere anche ai farmaci) agli istruttori riabilitatori, ovvero educatori cinofili specializzati nella correzione dei comportamenti di Fido difficili da gestire. Va detto che gran parte del successo dipende dalla tempestività dell’intervento: più il problema è radicato, più il percorso si rivela lungo e difficile, arrivando a durare anche alcuni anni e quasi mai si riesce a risolverlo del tutto. L’altra chiave della riuscita è il grado di collaborazione dei padroni, fondamentale per fare passi avanti, quattro zampe alla volta.

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Amante degli animali sin da piccola, ho sviluppato il mio amore per i cani quando ho tenuto tra le mie braccia per la prima volta un cucciolo di tre mesi di Golden Retriever. Ed è stato amore a prima vista!