Angelo: un cortometraggio racconta la storia del cane ucciso (Video)

Lunedì 29 ottobre 2018 è stato presentato a Milano il cortometraggio Life of a street dog. A più di un anno dalla sentenza dei quattro colpevoli, in tutta Italia si tornerà a parlare di Angelo, il cane ucciso nel 2016. 

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Era il 2016 quando Angelo, cane bianco randagio, aggirandosi per le strade di Sangineto, comune italiano sito in provincia di Cosenza, ha trovato la morte. Life of a street dog è il film cortometraggio che racconta la sua storia. Per non dimenticare i “dimenticati”.

La storia di Angelo, il cane ucciso

Nel giugno del 2016 a Sangineto quattro ragazzi uccidono un cane bianco randagio. La tortura inflitta alla creatura viene filmata con uno smartphone immortalando così l’immensa crudeltà che distingue l’uomo dall’animale. Il video è poi stato postato sui social network dando vita così ad un vero e proprio scandalo e ad una presa di coscienza da parte della popolazione che è scesa in strada per protestare e chiedere al governo italiano di inasprire pene e leggi per la violenza, il maltrattamento e l’uccisione di animali.

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I quattro ragazzi sono stati condannati a 16 mesi di reclusione (il massimo della pena prevista dalla legge), nel maggio del 2017. 

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Life of a street dog

Siccome storie come quelle di questo cane, chiamato poi Angelo, vengono spesso dimenticate, l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) ha deciso di appoggiare il progetto di un cortometraggio prodotto da Andrea Dalfino per Newscapes Entertainment. Il film, presentato al Mondadori Multicenter di Piazza Duomo a Milano il 29 ottobre, racconta la storia di Angelo senza la presenza di scene di violenza. Il racconto vuole essere un omaggio alla vita dei cani di strada che sanno cavarsela da soli, accontentandosi di poco e senza chiedere nulla. Gli eventuali proventi della distribuzione della pellicola andranno devoluti per finanziare dei progetti di sterilizzazione dei cani randagi.

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Profondamente innamorata dei felini, trascorro il mio tempo a limitare i danni di due fratelli combinaguai dal manto tigrato che hanno sempre voglia di giocare: Enzo e Luisa. Se esiste una vita precedente, io probabilmente sono stata un gatto.