I baffi del gatto: tutto quello che vuoi sapere sulle vibrisse

Baffi del gatto
A cosa servono le vibrisse: alla scoperta dei baffi del gatto. ©Pixaby

Le vibrisse – meglio note come i baffi del gatto – non sono solamente un elemento curioso e decorativo. La natura non lascia nulla al caso: scopri perché le vibrisse sono utili per i nostri animali domestici!

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I baffi del gatto lo aiutano a mantenere l’equilibrio e a muoversi nell’ambiente che lo circonda. Grazie a essi il nostro micio riesce a balzare anche a grandi altezze senza che il suo piccolo corpo esiti un solo istante e ad avere un portamento elegante e delicato. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su questi “peli magici”.

Come si chiamano i baffi del gatto e quanti sono

I baffi del gatto non sono semplici baffi. Non si tratta infatti di un piccolo ciuffo di peli, ma di vere e proprie “antenne” che il felino utilizza per captare informazioni dall’esterno. Il nome dei baffi del gatto è “vibrisse”, che in gergo tecnico rimanda agli organi tattili di diversi mammiferi. Queste sono ventiquattro, dodici per lato, disposte su quattro file. Hanno una radice più spessa che si prolunga in uno stelo di forma cilindrica dall’estremità appuntita. 

A cosa servono i baffi dei gatti

Come detto i baffi del gatto non hanno la sola funzione di proteggere la cute, ma si tratta di un vero e proprio organo tattile che permette al felino di muoversi nello spazio. Questo perché sebbene il loro fusto sia costituito da cheratina (e quindi senza nervi) la base della vibrissa si trova in un’area molto innervata. Per questa ragione i baffi del gatto sono importantissimi per gli spostamenti dell’animale: grazie a tali nervi infatti i gatti riescono a percepire l’ambiente che li circonda e a distinguere la densità, la distanza e le dimensioni degli oggetti. Questa capacità, comune a diversi animali, è fondamentale non solo per mantenere l’equilibrio, ma soprattutto per spostarsi di notte al buio. 

Animali con le vibrisse

Le vibrisse sono degli organi tattili comuni a diverse specie di animale come felini e roditori. Di norma sono localizzate attorno alla bocca dell’animale, sotto il naso. In alcuni casi però possiamo ritrovarle anche sulle zampe (intorno alla regione carpale) e al posto delle sopracciglia. Queste “antenne” tengono informato l’animale sull’ambiante circostante, ne sono dotati tutti i felidi, ma anche i roditori, le foche e gli opossum.

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Si possono tagliare i baffi ai gatti?

Abbiamo visto che i baffi del gatto sono d’importanza vitale per il nostro felino, per questo motivo è importante salvaguardarli e assolutamente non tagliarli. Non bisogna però nemmeno allarmarsi se al gatto manca un baffo. Infatti, può capitare che per motivi naturali il gatto perda una vibrissa dalla radice. Quindi se capita di trovarne una in giro per casa niente panico! Questa ricrescerà senza creare al micio particolari problemi. 

Cosa vuol dire se il gatto si lecca i baffi

Il gatto è sì un cacciatore, ma anche un golosone. Per questo motivo notare che un il nostro micio si lecca i baffi fa subito pensare che abbia apprezzato un pasto (magari consumato da poco). 

In realtà il leccarsi il muso, come pure altre parti del corpo, può avere delle ragioni diverse. Prima tra tutte è la pulizia: il gatto, animale indipendente e molto pulito, si lava da solo grazie alla sua lingua dalla consistenza particolare. In alcuni casi, però, il leccarsi (specialmente i baffi) è una sorta di antistress: se si trova in una situazione fastidiosa ma al contempo stuzzicante, il gatto non sa come ben comportarsi e questa indecisione lo porta ad agire in questo modo. 

Attenzione però, se il gatto si lecca troppo frequentemente per un lungo periodo consultare il veterinario perché il micio potrebbe soffrire di un problema cutaneo.

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Baffi arricciati: il linguaggio del gatto

I baffi del gatto, oltre a essere strumento essenziale per il movimento del felino, sono importanti anche per la comunicazione con l’uomo. La loro posizione infatti più voler dire tante cose sullo stato d’animo della nostra piccola pantera: se i baffi sono arricciati o tendono verso l’alto è segno di nervosismo e tensione (bisogna quindi fare attenzione perché il gatto potrebbe attaccare), in caso contrario (se rivolti all’esterno o in avanti) indicano che il nostro amico a quattro zampe è calmo e tranquillo. 

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Profondamente innamorata dei felini, trascorro il mio tempo a limitare i danni di due fratelli combinaguai dal manto tigrato che hanno sempre voglia di giocare: Enzo e Luisa. Se esiste una vita precedente, io probabilmente sono stata un gatto.