Cane ferito salvo grazie all’escursionista che lo porta in spalle

Salva un cane ferito portandolo a spalle per un percorso di sei ore: la storia di Tia Maree Vargas e del piccolo Boomer commuove il mondo.

Ferito, solo e spaventato, Boomer – caduto in una fessura sui monti del Table Rock negli Stati Uniti – da solo sarebbe andato incontro al più tragico dei destini. Scappato dalla sua famiglia, infatti, questo cane di 25 chili si è arrampicato fino alla cima ma, qui, è scivolato ferendosi e rimanendo bloccato. Una storia che avrebbe potuto concludersi senza alcuna salvezza ma che, al contrario, ha riservato al cagnolino un inatteso lieto fine.

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Il salvataggio di Boomer

Proprio in quelle ore, infatti, Tia Maree Vargas stava affrontando il difficile sentiero in compagnia di suo padre e, malgrado fosse già molto stanca, continuava a salire e scendere dal percorso per controllare l’anziano genitore. Nel corso di una di queste discese Tia si è imbattuta in un inatteso uggiolio che l’ha condotta accanto al malconcio cagnolino. In un attimo Tia ha capito che il suo intervento era indispensabile e l’ha salvato dalla sua trappola.

Escursionista porta cane ferito in spalle per sei ore

Una volta estratto il piccolo Boomer dall’incavo nel quale era caduto, però, è stato chiaro che  le sue condizioni erano pessime.  «I suoi occhi erano super gonfi e iniettati di sangue – ha raccontato la donna all’Abc News -. Il suo corpo era gonfio, persino il suo posteriore. Si capiva che era molto disidratato, aveva tagli e graffi sulla pancia e sulla testa. Era davvero in cattive condizioni». Condizioni che richiedevano cure immediate che, però, sarebbero state possibili solo a valle. «Se fosse stato il mio cane o il mio bambino o qualcuno che amavo – ha spiegato ancora la coraggiosa Tia – avrei voluto che qualcuno lo facesse per me. In nessun modo avrei potuto lasciarlo lassù e avere ancora un cuore in pace». Detto, fatto. Tia ha caricato Boomer in spalla e si è avviata per la discesa.

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Il ritrovamento della famiglia

Dopo sei ore di difficile cammino, quindi, Tia e il padre sono riusciti ad arrivare a valle e – proprio all’inizio del sentiero che avevano appena percorso – hanno trovato l’appello (accorato) della famiglia di Boomer che invitava gli escursionisti a contattarli nel caso avessero avuto qualche notizia sul loro amato cane recentemente smarrito. «Erano molto preoccupati – ha concluso Tia raccontando del primo incontro della famiglia con il loro cagnolino – i loro figli sono scoppiati in lacrime quando hanno saputo che Boomer era vivo. Temevano di averlo perso per sempre». Tutto è bene quello che finisce bene.

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Cresciuta tra i San Bernardo mi sono convertita - da ormai un lustro abbondante - alla (piacevolissima) compagnia di Clicquot, una Beagle dal carattere frizzante come lo champagne del quale porta il nome. Faccio la giornalista da sempre, occupandomi di tutto un po', ma il mio habitat naturale è il fashion e ho un PhD in Semiotica della Moda.