Cani e gatti all’ospedale col padrone: anche nel Lazio è possibile

Cani e gatti all’ospedale
Cani e gatti all’ospedale: anche la regione Lazio approva la possibilità di visita al ricoverato. ©Pixabay

Anche nella regione Lazio, dopo Umbria, Toscana ed Emilia Romagna, è possibile che gli animali domestici rendano visita, in ospedale, ai propri padroni.

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Cani, gatti e conigli possono rendere visita ai loro padroni ricoverati anche nel Lazio. Dopo aver mostrato che è Roma la città più per friendly d’Italia, la regione della capitale apre le porte degli ospedali agli animali domestici, per tener compagnia ai padroni. 

«4 Zampe con te»

Il decreto, fortemente voluto dal pretendente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, è stato approvato alla fine di novembre 2018 e prevede che strutture pubbliche e private, possano far sì che gli animali domestici (cani, gatti e conigli) possano rendere visita ai loro padroni ricoverati. 

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Alle direzioni sanitarie è dato il compito di circoscrivere, all’interno dei reparti, non in tutti naturalmente, una zona apposita in cui potrà avvenire l’incontro. Tale luogo verrà identificato grazie al logo «4 Zampe con te».

Le condizioni 

L’animale in questione dovrà avere un certificato di salute rilasciato al massimo 7 giorni prima. Sarà ammesso un animale per volta che dovrà essere pulito e spazzolato. Per i cani sarà necessario un guinzaglio e l’uso della museruola. Per gli esemplari di grande taglia, se piove se ne sconsiglia l’ingresso. I conigli e i gatti dovranno restare nel trasportino fino all’arrivo nella zona della visita, durante la quale dovranno restare in braccio al padrone per evitarne la fuga. La richiesta di visita dovrà essere effettuata da un familiare del paziente, o da lui stesso e autorizzata dalla direzione sanitaria, che provvederà a far osservare l’interazione uomo-animale da un team formato. 

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All’interno delle premesse delle linee guida si legge che gli animali «svolgono un ruolo importante nel recupero emotivo dei pazienti. È dimostrato che la loro presenza contribuisce a ridurre gli stati ansiosi, trasmette affetto, aiuta a superare stati di stress e depressione. È una forma di aiuto ben diversa dalla pet therapy, vera e propria terapia con cani, gatti, cavalli, asini o conigli addestrati, non di proprietà del paziente». Insomma, più che pet therapy, questa è una vera e propria terapia dell’amore. 

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Profondamente innamorata dei felini, trascorro il mio tempo a limitare i danni di due fratelli combinaguai dal manto tigrato che hanno sempre voglia di giocare: Enzo e Luisa. Se esiste una vita precedente, io probabilmente sono stata un gatto.