Il comportamento del gatto anziano

comportamento del gatto anziano
Qual è il comportmaneto del gatto anziano? Ecco i dettagli. © Pixabay

Talvolta può sembrare particolare il comportamento del gatto anziano. Andiamo a vedere cosa fa e soprattutto perché in questo interessantissimo articolo!

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Qual è il comportamento del gatto anziano? Arzilli e furbi anche dopo tanti anni passati insieme in nostra compagnia, il tempo per i gatti sembra non passare mai. In realtà vi sono alcuni segnali che fanno capire quando un gatto è anziano. La vita media di un gatto è di circa 15 anni. A seconda di come l’abbia trascorsa, un gatto può avere una vita anche più lunga, se domestico e dunque viziato, oppure più breve se in strada e randagio. Ecco come ci si accorge che un gatto sta invecchiando.

Il comportamento del gatto anziano

Un gatto inizia il percorso verso la sua terza età a partire dai 5 anni di vita. L’età di un gatto, infatti, si differenzia sostanzialmente da quella umana e a un gatto maturo di cinque corrispondono a circa quarant’anni della vita di un uomo. Mentre tra i 12 e i 15 anni di vita, l’età umana di un gatto si collocherà tra i 65 e gli 80 anni di vita (anno più anno meno).

Si ha la ragione di credere che un gatto abbia una vita così lunga solo se castrato o sterilizzato, mentre se randagio e intero, difficilmente riesce a vivere a lungo a causa di vari tipi di malattie genetiche che possono colpirlo, tra queste la leucemia e l’HIV felina.

Partendo da un presupposto che razza, genetica e ambiente in cui vive il gatto sono fattori decisivi a determinare la sua longevità, il comportamento del gatto vecchio non deve essere valutato dal suo amico umano come un grosso cambiamento, ma va accuratamente gestito seguendo alcune semplici accortezze. Se da un lato si deve assumere un atteggiamento che faccia stare il gatto sempre a suo agio, dall’altro ce ne si deve prendere cura nel migliore dei modi possibili. Nello specifico, cosa cambia nel comportamento del gatto anziano e come trattare con lui?

Quali sono i comportamenti di un gatto anziano?

Per conoscere come si comporta un gatto anziano ecco che bisogna tenere presente alcuni tipi di avvenimenti che segnano condotte diverse dal solito, a volte strane. Per prima cosa un gatto di una certa tenderà a diventare più sedentario del normale, sarà meno attivo e  scattante e preferirà di gran lunga la solitudine e il relax (un gatto anziano dorme sempre). A questo suo atteggiamento alquanto remissivo nei confronti del gioco e della vitalità che aveva un tempo, il gatto diventa saggio e cerca rifugio in luoghi caldi, appartati da dove poter osservare, da buon spettatore, ciò che accade intorno a lui.

La vista e l’udito di un gatto non più giovane, inoltre, tenderanno a diminuire e il gatto potrebbe iniziare a non rispondere al richiamo del proprietario anche per ragioni di demenza senile. Comincerà a russare e a starnutire più spesso, avrà un indebolimento generale del corpo, come ad esempio la perdita dei denti. Gli occhi diventano opachi e il pelo ha la tendenza a diradarsi e a diventare più ispido e arruffato. Vi sono casi in cui il gatto non cura più la sua igiene personale, come se avesse poche energie in riserva.

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E, infine, nonostante continui ad essere una “buona forchetta” felina, un gatto in vecchiaia può dimagrire o smettere di mangiare come sintomo di qualche malattia interna tipica dell’età senile.

Malattie del gatto anziano

Tra le malattie più comuni che possono colpire un gatto anziano vi sono tutte quelle patologie che colpiscono i reni, tra cui l’insufficienza renale. Seguono (solitamente costituendo un quadro clinico multipatologico), ipertiroidismo, diabete, calcolosi, neoplasie, disturbi cardiovascolari e intestinali (diarrea o stitichezza), gengivite e disturbi ai denti (che causano inappetenza e, in alcuni casi, comportano la perdita o l’estrazione dei denti del gatto anziano), neoplasie e patologie cutanee, tumori (mammella, vescica, prostata), anemia, blocco intestinale, ascite, artrosi, riduzione dell’elasticità della pelle e abbassamento delle funzionalità metaboliche e della vista.

In casi estremi, quando il veterinario non sa più come guarire il micio, solitamente affetto da più patologie alla volta, in accordo con il proprietario del gatto, può decidere di optare per la sedazione del gatto anziano, che porrà fine alle sue sofferenze.

Disturbi del comportamento del gatto anziano

A tutto questo, un gatto vecchio va incontro a disturbi del comportamento che lo portano ad essere più aggressivo, ansioso (mangia in continuazione) e tendente a stressarsi facilmente. Vi può essere una fase di completo disorientamento, dove un gatto anziano miagola in continuazione sia per dolore che perché si sente confusoCorrelati al comportamento, il gatto può soffrire anche di incontinenza derivata da disfunzionalità tipiche da stress.

In tali casi, il veterinario che ha in cura il gatto potrebbe valutare l’eventualità di sottoporre il nostro animale da compagnia a sedute di terapie comportamentali che lo aiutino a trascorrere, il più serenamente possibile, questa nuova fase della sua vita.

Come prendersi cura di un gatto anziano

Quali possono essere le esigenze del gatto anziano? Dei controlli regolari dal medico veterinario possono essere decisivi per prevenire l’insorgenza di alcuni tipi di patologie senili dei felini. La cura dell’alimentazione è un altro punto fondamentale da tenere in considerazione quando il gatto diventa anziano. Scegliere il miglior cibo per gatti anziani che lo aiuti a mantenersi forte e sano è importantissimo. Prediligere cibi umidi e di qualità, facilmente digeribili e ridurre le porzioni dei croccantini. Se il gatto non mangia e dimagrisce, meglio optare per del cibo altamente proteico e che aiuti il micio ad avere più energia e a compensare quella perdita di tonicità muscolare tipica dell’età.

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In presenza di un gatto che trascura il suo pelo, la toelettatura regolare del suo mantello lo può aiutare non solo a livello igienico, evitando l’insorgere di infezioni cutanee. La pulizia dei denti del gatto, effettuata sotto anestesia dal veterinario è un’altra accortezza importante da metter in pratica per aiutare il vecchio gatto a sopportare il peso dell’età, senza causare problematiche quali gengivite, perdita dei denti e inappetenza connessa al fastidio e/o dolore della zona.

Un gatto anziano, se pur vero che non debba subire stress, deve essere spronato a fare esercizio fisico, per facilitare la perdita di peso, che per alcuni esemplari è necessaria. come avviene anche per gli esseri umani, il movimento non solo sprona il gatto a restare attivo e sveglio ma lo aiuta a migliorare la circolazione e a ben ossigenare i tessuti. Altra cosa importante da tener conto quando il gatto è vecchio è quella di evitargli lo stress. Dunque no a cambiamenti repentini che possono agitarlo se messo nella condizione di perdere la sua routine abitudinaria (ad esempio viaggi e traslochi che se necessari devono essere gestiti al meglio). No a bambini troppo esuberanti ai quali il gatto ormai anziano potrebbe reagire poco amichevolmente.

Con l’avanzare dell’età un gatto diventa osservatore della vita dopo tanti anni in nostra compagnia. Seppur risulti difficile per l’umano abituarsi al comportamento del gatto anziano, saranno l’affetto e rispetto nei suoi confronti a spingerci ad accudirlo come si deve, prima di perderlo per sempre e di aver un vuoto immenso nel nostro cuore, nella nostra casa, nella nostra vita.

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Essere una gattara per me è un onore. Non so ormai più quanti gatti ho cresciuto e quanti ancora ne crescerò! Al momento ho Mimì e GouGou che mi rallegrano le giornate tra fusa e miagolii! Non potrei immaginarmi una vita senza un gatto! Il mio motto è: "diffida da chi non ama i gatti"!