Dedicato al mio cane: “Caro Fido ti scrivo”

Dedicato al mio cane
Un testo a cuore aperto dedicato al mio cane. © Shutterstock

Un testo a cuore aperto dedicato al mio cane, parole in libertà per ringraziare chi mi ha addestrata, chi mi ha insegnato ad amare e ad essere amata. Chi pur non essendo più a portata di carezza continua ad essere la più preziosa compagnia.

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“Caro Fido ti scrivo, ti scrivo perché come diceva l’umorista americano Corey Ford anche l’uomo, se meticolosamente addestrato, può diventare il migliore amico di un cane e tu – con me – sei riuscito in questo difficile compito.

Mi hai addestrata proprio come la famose volpe con il Piccolo Principe, mi hai cambiata rendendomi quella che sono oggi, mi hai resa mamma prima dell’arrivo dei miei figli, mi hai resa una compagna complice e attenta prima che mio marito riuscisse a trasformarmi in una moglie altrettanto innamorata.

Insomma, caro Fido, sei tu che mi hai trasformata, ma la vera magia è che l’hai fatto con dolcezza e senza imposizioni, la magia è che ci sei riuscito solo con la forza del tuo esserci. E di questo non posso che esserti grata.

C’eri quando, cucciolo, non mettevi fine alla tua bramosia di mordicchiare. E mi hai insegnato che le cose, anche quelle alle quali credevo di tenere di più al mondo, non sono che oggetti.

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C’eri quando, cucciolone, non ti stancavi mai di camminare e correre. E mi hai insegnato che si possono trovare le energie e le forze (fisiche e mentali) anche nei momenti in cui credi di essere troppo stanca per fare qualsiasi cosa.

C’eri quando pioveva, e mi hai insegnato ad apprezzare le gocce. C’eri quando c’era il sole, e mi hai insegnato ad amare il vento improvviso in una giornata torrida. C’eri al mattino quando, più forte del mio sonno, mi hai spronata a vivere appieno anche le prime ore del giorno. C’eri alla sera quando, più tenace della mia pigrizia, mi hai costretta ad osservare le stelle.

C’eri da vecchio. Ed è stato in quel momento, forse, che mi hai insegnato di più. Mi hai insegnato – con il musetto ormai candido e la tua camminata strascicata – a prendermi cura di te, mi hai insegnato ad essere più forte perché dovevo esserlo anche per te, mi hai insegnato – guardandomi diritta negli occhi – che tutto passa ma che l’amore, quello vero, quello sì che è invincibile.

E adesso non ci sei più. Ma continui a insegnarmi.

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Non c’è cimelio mordicchiato, ricordo di passeggiata estenuante, vento nei capelli, alba improvvisa o notte stellata che non mi faccia pensare a te, che non mi regali un sorriso malinconico ma grato.

Adesso non ci sei più ma adesso ci sei sempre. E sempre il tuo ricordo resterà qui. Accanto a me come un complice, un amico, un supporto, un alleato. Come solo tu hai saputo essere. E tra tutte le frasi possibili dedicate al mio cane, non ci saranno mai parole per ringraziarti come meriteresti”.

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Cresciuta tra i San Bernardo mi sono convertita - da ormai un lustro abbondante - alla (piacevolissima) compagnia di Clicquot, una Beagle dal carattere frizzante come lo champagne del quale porta il nome. Faccio la giornalista da sempre, occupandomi di tutto un po', ma il mio habitat naturale è il fashion e ho un PhD in Semiotica della Moda.