Festival di Yulin: il programma Le Iene in difesa dei cani

Festival Yulin
Il Festival di Yulin è un evento che suscita polemiche e indignazione. ©Pixabay

Il celebre programma di Italia 1, Le Iene, ha realizzato un reportage sul Festival di Yulin, denunciando il trattamento disumano dei cani e creando non poche polemiche sui social. 

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Per nove giorni, all’inizio dell’estate, a Yulin si tiene un festival dedicato alla carne di cane e di gatto. Un documentario firmato Le Iene ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica questo atroce evento e le associazioni che lavorano da anni per far sì che manifestazioni come questa vengano definitivamente abolite. Le due giornaliste autrici del documentario sono riuscite ad ottenere delle riprese del Festival assolutamente inedite, riuscendo a penetrare anche nel mercato coperto, zona assolutamente vietata all’ingresso degli stranieri.

Il Festival di Yulin

Ogni 21 giugno da più di venticinque anni in una cittadina della provincia di Guangxi, nel sud della Cina, comincia un Festival, della durata di più di una settimana, in cui si mercanteggia carne di cane e di gatto. Migliaia di esemplari vengono afferrati per il collo con appositi strumenti e, senza alcun rispetto di nessuno diritto – e norma igienica – vengono storditi, in alcuni casi avvelenati, per poi essere sgozzati per strada.

Il documentario 

Nella puntata del 3 ottobre 2018, la trasmissione televisiva Le iene ha portato all’attenzione mediatica questo argomento. Lo scorso giugno infatti Francesca Di Stefano e Giulia Innocenzi sono riuscite a documentare l’atroce trattamento che si riserva a cani e gatti durante il Festival. Impresa quasi impossibile poiché l’evento è praticamente vietato agli stranieri. 

Nel documentario si mostrano chiaramente le immagini dei cani che durante tutto il periodo del Festival sono stipati in gabbie piccole ed arrugginite ai bordi della strade in attesa di essere acquistati. I “venditori” garantiscono su prezzo e sapore. Gli animali infatti vengono venduti al chilo, anche vivi. Si tratta di un tipo di carne molto pregiata per gli abitanti del luogo, per i quali sarebbe un potente afrodisiaco e un prodotto che aumenterebbe la percentuale di virilità.

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La parte più cruenta del reportage però viene registrata dall’interprete asiatico delle due giornaliste con una telecamera nascosta. Si tratta del mercato coperto in cui gli stranieri non possono assolutamente avere accesso. Qui, infatti, tra decine di banchi la folla circola con tranquillità tra corpi di cani che vengono venduti esattamente come avviene in macelleria.

Dal documentario si evince che il mangiare i cani è una vera e propria tradizione. In alcune zone allevare un cane domestico per poi nutrirsi della sua carne o venderlo al mercato è infatti un’usanza ricorrente, al pari della vendita o dell’allevamento di una pecora.

I social si mobilitano contro lo Yulin Festival (e non solo)

Il documentario ha scatenato il web. Non solo a causa dell’indignazione per il trattamento che si riserva agli animali, ma anche per la leggerezza con cui il soggetto è stato trattato in televisione. Anche la stilista Elisabetta Franchi ha duramente criticato il reportage : «Mi chiedo come Alessia Marcuzzi – conduttrice del programma ndr – e tutta la redazione delle Iene abbiano potuto mandare in onda questo servizio montato con così tanta leggerezza al limite del comico – scrive la Franchi –  Trovo ancora più triste e fuori luogo l’inclusione di queste scene imbarazzanti e comiche all’interno di un video così toccante e doloroso». 

La stilista è particolarmente attiva nel campo della protezione degli animali tanto da aver contribuito all’apertura, operata da Action Project Animals, di un rifugio per gatti e cani in Cina per evitare che la tradizione di questo Festival si perpetui. 

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Davide Acito e l’Action Project Animals

Davide Acito e l’associazione aconfessionale, apolitica e no-profit Action Project Animals (Apa) sono in prima linea contro i massacri di animali in Cina. Da tre anni Davide combatte attivamente per salvaguardare cani e gatti e far sì che i loro diritti vengano rispettati. Il progetto lanciato è STOP YULIN 2018, una raccolta di fondi per curare gli animali già salvati, finanziare la formazione di volontari per effettuare le missioni di salvataggio e costruire un vero e proprio centro operativo in loco.

Leggi anche: Giornata mondiale degli animali 2018: sosteniamo i loro diritti

Profondamente innamorata dei felini, trascorro il mio tempo a limitare i danni di due fratelli combinaguai dal manto tigrato che hanno sempre voglia di giocare: Enzo e Luisa. Se esiste una vita precedente, io probabilmente sono stata un gatto.