HIV felina: cosa comporta la FIV nel gatto

FIV gatto
Sintomi, cause e trattamento dell’Hiv felina (FIV). ©Pixabay

L’HIV è un virus che una volta entrato nel proprio organismo non ti abbandona più. Questa epidemia virulenta si è diffusa anche tra i felini con la FIV del gatto. Ecco tutto quello che c’è da sapere. 

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L’HIV felina è una malattia virale che può colpire il nostro gatto. Chiamata anche AIDS felina o FIV del gatto, si tratta di una malattia virale molto contagiosa per i mici, ma è trasmissibile all’uomo? Quali sono i suoi sintomi? Quanto vive un gatto affetto da AIDS? Scopriamo di seguito tutto quello che c’è da sapere sulla FIV.

Sintomi della FIV del gatto

I sintomi dell’HIV felina sono soprattutto infezioni, poiché il retrovirus responsabile di questa malattia provoca, prima di tutto, un’immunodepressione (abbassamento delle difese immunitarie). Altri sintomi manifesti della FIV del gatto sono un forte dimagrimento, anemia, insufficienza renale, micosi e malattie cutanee.

L’incubazione dell’HIV felina può avvenire anche in diversi anni e durante questo periodo il gatto può anche non manifestare alcun sintomo, ma essere egualmente contagioso per i suoi simili.

Sintomi della FIV nei diversi stadi della malattia

Di norma, si divide l’evoluzione della malattia in quattro stadi ai quali corrispondono diversi sintomi. Il primo è l’incubazione (che come detto può durare anche anni), il secondo è una fase di latenza in cui il micio presenta febbre, diarrea, congiuntivite e aumento del volume di linfonodi. A questo stadio il virus dell’immunodeficienza felina si trova nei linfonodi dove comincia ad attaccare il sistema immunitario.

A questa fase segue quella della riacutizzazione dove, se si effettua il test per la ricerca del virus questo risulterà positivo, poiché è ormai manifesto (anche se può capitare un’altra fase di latenza in cui il virus torna ad essere “nascosto”). 

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Infine, c’è la fase terminale in cui le difese immunitarie del gatto crollano molto rapidamente, portano alla moltiplicazione delle infezioni secondarie e al decesso. 

Diagnosi della FIV 

La diagnosi di FIV nel gatto si effettua tramite esame del sangue. Se il test risulterà positivo vuol dire che il gatto è malato, anche se il test è negativo però non è detto che il micio sia sano. Come abbiamo visto infatti esistono due possibili fasi di latenza in cui il virus non può essere reperito. 

Virus dell’immunodeficienza felina: la causa della FIV

Il virus responsabile della FIV, come nel caso della FeLV, è un retrovirus. La trasmissione avviene per contatto diretto tra un gatto malato e uno sano attraverso la saliva, la placenta (da madre a figlio) o durante l’accoppiamento.

Il virus può anche essere presente nel latte materno e contaminare quindi i cuccioli durante il periodo dell’allattamento. 

L’aids felina è contagiosa per l’uomo? 

Abbiamo visto che l’HIV felina si trasmette tra gatti tramite saliva, di norma durante un combattimento tra maschi per il territorio o per via sessuale. Ma l’aids dei gatti si attacca alle persone? La risposta è no, come nel caso della leucemia felina, anche la FIV non è trasmissibile all’essere umano. Anche se il retrovirus che colpisce il gatto si comporta analogamente all’HIV umano non è possibile trasmettere la malattia all’uomo.

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Curare un gatto con la FIV

Il trattamento per la FIV è molto duro e a base di antibiotici, interferone felino o di corticosteroidi che possono alleviare i sintomi e la sofferenza dell’animale, ma non possono arrestare la malattia. Non esiste una cura per questa malattia e purtroppo ad oggi nessun vaccino è disponibile per l’HIV felina. 

Cure omeopatiche per la FIV

Abbiamo visto che non esiste una cura per l’HIV felina, ma che da un punto di vista farmacologico si tende a somministrare al micio dei medicinali che possano combattere i sintomi della malattia. Tali cure possono anche essere omeopatiche a base di omega 3, ribes nero, interferone omeopatico per gatti, micoterapia, curcuma e glutatione. 

Aspettativa di vita di un gatto con FIV

Abbiamo visto che l’incubazione della malattia può durare anche anni. Inoltre se il gatto vive in appartamento (cioè in un ambiente protetto), amato, coccolato, accudito e lontano da particolari stress, grazie all’ausilio dei medicinali può condurre una vita lunga e normale. 

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Profondamente innamorata dei felini, trascorro il mio tempo a limitare i danni di due fratelli combinaguai dal manto tigrato che hanno sempre voglia di giocare: Enzo e Luisa. Se esiste una vita precedente, io probabilmente sono stata un gatto.