Il comportamento dei gatti in gruppo

comportamento dei gatti
Qual’è il comportamento dei gatti in gruppo? Il gatto è un animale sociale o preferisce la solitudine? Ecco spiegato. © Pixabay

Qual è il comportamento dei gatti in gruppo? Fanno branco oppure litigano? Non perderti questo interessantissimo articolo!

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Il comportamento dei gatti in gruppo è strettamente correlato alla disponibilità di cibo presente nel luogo in cui vivono. Il gatto, in generale, viene definito come un animale sociale non obbligato, ossia che può vivere sì in compagnia di altri suoi simili, ma anche come individuo solitario. Il suo comportamento è dunque variabile a seconda delle situazioni in cui si trova e si adatta alla perfezione.

Comportamento dei gatti con altri gatti

Cosa spinge un gatto a preferire la solitudine o la compagnia? La preferenza di un gatto alla compagnia o alla solitudine è determinata dalla sua sopravvivenza. La formazione delle colonie di gatti (quelle in natura, no quelle create dall’uomo) e la scelta di un gatto a prenderne parte è basata sull’opportunità di averne maggiore vantaggio di cibo. Nel gruppo stesso, al contempo, potranno essere osservati atteggiamenti di gatti più socievoli nei confronti di alcuni esemplari e meno nei confronti di altri. Oltre che a comportamenti solitari che sono essere definiti propri dei gatti.

Mentre un gatto randagio, prediligerà una vita solitaria rispetto a quella di gruppo, poiché valuterà insufficiente la sua risorsa di cibo, in prevalenza composta da ratti, insetti e uccelli. E cercherà momenti di socializzazione in funzione dell’accoppiamento. Ma i gatti sono socievoli o lo diventano?

Il gatto, proprio come l’essere umano, sviluppa la socialità apprendendo comportamenti di convivenza comune dalla nascita, non li ha innati. Per questo motivo i cuccioli di gatto solo se abituati alla presenza di altri gatti sin dalla nascita, saranno più propensi a creare allo scambio comunicativo proprio perché avranno già sperimentato e sviluppato questa modalità di comportamento e di interazione. Lo stesso succede con la convivenza con l’uomo e altri animali.

Chiaro è, infatti, l’esempio di un gatto domestico adulto abituato a vivere in casa da solo con il suo amico umano, che avendo perso l’abitudine alla convivialità con altri gatti, all’arrivo di un altro gatto (solitamente si scelgono cuccioli più giovani) tende a diventare aggressivo e a difendere il suo territorio con soffi, miagolii difensivi e altri segnali di guerra. In questi casi solo il tempo, che porta con sé la conoscenza reciproca tra i due animali, il mischiare i loro odori e l’abitudine, potrà risolvere la conflittualità.

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L’organizzazione sociale dei gatti

Il sistema sociale dei gatti è multiforme e matrilineare. Un gruppo di gatti è formato da più femmine (solitamente imparentate tra loro) e un maschio dominante che controlla un territorio che al suo interno include anche quello delle femmine e che, però, viene dal maschio solo protetto e non sfruttato per la caccia. In un gruppo, sono le femmine a gestire i rapporti dei membri attraverso comportamenti altruistici di mutuo supporto nella crescita dei cuccioli.

La linea parentale e i principi di dominanza alla base della creazione di un gruppo di gatti possono sfociare in comportamenti aggressivi rivolti a gatti adulti esterni al gruppo (ad eccezione di partner sessuali maschi) e a stessi esemplari della stessa cerchia. I rapporti di tolleranza e risoluzione delle conflittualità che si creano in una situazione sociale, sono regolati attraverso la gestualità e il tipico linguaggio dei gatti che include olfatto, vista e tatto come strumenti di comunicazione e approccio sociale.

Comportamento dei gatti: l’aggressività sociale

Un sottile equilibrio di comportamenti ammessi, condizioni ambientali e reciprocità delineano l’attività sociale dei gatti. Quando un gatto diventa improvvisamente aggressivo con un altro gatto non gradisce è probabile che sia infastidito e che non gradisca più gli atteggiamenti dell’altro. Entrano così in conflitto e scatta il litigio.

Riconoscere due gatti che litigano è molto semplice. L’aggressività è comunicata all’avversario attraverso una posizione minacciosa sulle zampe anteriori, con la coda diritta e il muso portato di lato e sporto in avanti per poter tenere ben fisso il contatto visivo con l’altro. A questo si accompagnano ringhi e mugolii forti e rabbiosi che hanno l’obiettivo di intimidire e dare alla fuga il gatto non dominante.

In un secondo momento, si passa alla situazione di attacco in cui, il gatto più forte, tende a prendere l’altro dalla nuca e l’avversario, per protezione, casca a terra a pancia in su attaccando a sua volta con graffi, morsi e miagolando. Il match si conclude con il ritorno alla fase di attacco, minaccia e alla fuga dello sconfitto, rincorso dal vincitore soddisfatto, che vorrà assicurarsi di averlo cacciato via. Qui un tipico esempio di litigio fra gatti:

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Ma l’aggressività non è solo un comportamento dei gatti messo in atto per difendere il loro territorio. I gatti maschi sono aggressivi anche quando devono conquistare una femmina in calore e durante l’accoppiamento. Un gatto maschio, infatti, prende la femmine per la collottola e con fare aggressivo, iniziano la penetrazione.

Come cambia il comportamento dei gatti castrati (o sterilizzati)?

La castrazione (per i maschi) e la sterilizzazione (per le femmine) non genera alcun tipo di cambiamento nel comportamento dei gatti da un punto di vista sociale e caratteriale, ma ne modificano esclusivamente il comportamento sessuale. Se si hanno gatti socievoli, resteranno tali anche dopo aver subito questo tipo di intervento, anche se, non bisogna avere la presunzione che il nostro gatto si riprenda in tempi rapidi dopo l’operazione. In molti soffrono di uno stress post operatorio e hanno bisogno di più tempo prima di abituarsi alla routine domestica.

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Osservare il comportamento dei gatti in gruppo, che siano essi domestici o randagi, lascia pensare moltissimo alla concezione della realtà dal punto di vista dei gatti. Per questi animali da compagnia, a differenza di altri, la solitudine non è un problema, ma è alla base di una vita vissuta in pieno stile esprit libre.

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Essere una gattara per me è un onore. Non so ormai più quanti gatti ho cresciuto e quanti ancora ne crescerò! Al momento ho Mimì e GouGou che mi rallegrano le giornate tra fusa e miagolii! Non potrei immaginarmi una vita senza un gatto! Il mio motto è: "diffida da chi non ama i gatti"!