Leptospirosi nel cane: quali sono i sintomi?

Leptospirosi nel cane
I sintomi della leptospirosi nel cane variano molto da caso a caso ma devono essere prontamente riconosciuti per iniziare velocemente la terapia più adatta. ©Pixabay

Hai un Fido? Lo sai che c’è il rischio leptospirosi nel tuo cane? Si tratta di una grave malattia batterica da non sottovalutare. Ecco quali sono i sintomi più ricorrenti!

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La leptospirosi è una malattia infettiva acuta sistemica di tipo vasculitico, che investe cioè il sistema vascolare, causata da batteri del tipo spirochete a forma di spirale, le leptospire. La leptospirosi era certamente conosciuta in Cina fin dai tempi antichi come malattia professionale dei coltivatori di riso, infatti era nota anche come febbre del raccolto o febbre da campo. Si crede, inoltre, che sia stata proprio la leptospirosi la causa di un’epidemia tra i nativi americani lungo la costa dell’attuale Massachusetts, verificatasi immediatamente prima dell’arrivo dei colonizzatori nel 1620 che uccise la maggior parte della popolazione nativa. Si pensa che la leptospirosi sia arrivata in Europa occidentale nel XVIII secolo con l’invasione dei ratti provenienti dall’Asia. Infatti il serbatoio più importante delle leptospire è il ratto, per quanto qualunque mammifero può essere portatore e può ammalarsi di leptospirosi.

Cos’è la leptospirosi?

La leptospirosi si può trasmettere attraverso contatto diretto e per via indiretta, attraverso il contatto con urina animale infetta o acqua che contiene urina di topo, ma anche attraverso contatto con terreno, cibo, lettiere contaminati da leptospire. L’habitat ideale per la vita delle leptospire è l’acqua calda e stagnante e il periodo migliore per il contagio è il momento del passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale. I cani più esposti al contagio sono i cani da caccia e i cuccioli di grossa taglia che più facilmente fanno vita all’aria aperta, che bevono in pozzanghere o sorgenti inquinate o si tuffano con facilità in acque contaminate.

Sintomi della leptospirosi nel cane

Ma come capire se il nostro amico a quattro zampe ha contratto la leptospirosi? I sintomi della leptospirosi nel cane dipendono dall’età, da fattori ambientali, dallo stato del sistema immunitario del cane e dal ceppo di leptospira coinvolto.

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Possiamo distinguere diverse forme della patologia, con diversa gravità dei sintomi: una forma iper-acuta, caratterizzata da sintomi quali febbre alta, tremori, dolore muscolare, shock e morte; una forma cronica associata a episodi di febbre alta e progressivo coinvolgimento renale o epatico e una forma subacuta, che può attaccare fegato e reni, che ha come sintomi generici febbre alta, rifiuto del cibo, disidratazione e aumento della sete, vomito, petecchie. Nella forma subacuta, se l’organo interessato è il fegato, vi è come sintomo evidente l’ittero, mentre il coinvolgimento dei reni porta spesso a un’insufficienza renale acuta.

Diagnosi e trattamento della leptospirosi nei cani

La diagnosi di leptospirosi nel cane si basa su esami di laboratorio, per prima cosa si valuta l’emocromo e il biochimico. A seconda dello stadio della malattia, i leucociti aumentano, l’urea e la creatinina si alzano e si riscontrano numerosi altri scompensi come l’innalzamento delle transaminasi a causa del danno epatico o l’aumento della bilirubina ematica. L’esame delle urine evidenzia glicosuria, proteinuria e bilirubinuria, con anche presenza di leucociti ed eritrociti. Si possono poi effettuare anche esami microbiologici e sierologici di conferma.

Come confermerà il veterinario che si occuperà di definire la giusta terapia caso per caso, la prima cosa da fare, quando si riscontra la leptospirosi nel cane è quella di  reidratare Fido, curando – allo stesso tempo – il vomito e la diarrea. Se persiste l’oliguria, cioè il cane urina poco, bisogna somministrare con cautela diuretici. Ovviamente la reidratazione deve essere equilibrata: se il rene non filtra sufficientemente ma vengono somministrati troppi liquidi al cane malato si rischia di incorrere in un edema polmonare.

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Dopo l’intervento sui sintomi più debilitanti, poi, si procede con la terapia – a base di penicillina – necessaria per uccidere
le leptospire. La penicillina infatti riduce la febbre e diminuisce le complicanze come l’insufficienza renale e quella epatica, anche se non impedisce che il nostro amico a quattro zampe si trasformi in un portatore sano, una specie di “untore” al servizio della leptospirosi. Per scongiurare questo rischio si dovrà seguire con attenzione unacura ad hoc, a base di doxiciclina e di fluorochinoloni, che permette ai cani di non trasformarsi in serbatoi di leptospire per i mesi, a volte gli anni, successivi la loro guarigione. Il problema principale per quel che riguarda la leptospirosi è che è anche una grave zoonosi, cioè è una malattia che colpisce anche l’uomo e può essere potenzialmente fatale se non riconosciuta in tempo. Si stima che tra i 7 e i 10 milioni di persone, al mondo, contraggano la leptospirosi ogni anno.

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Cresciuta tra i San Bernardo mi sono convertita - da ormai un lustro abbondante - alla (piacevolissima) compagnia di Clicquot, una Beagle dal carattere frizzante come lo champagne del quale porta il nome. Faccio la giornalista da sempre, occupandomi di tutto un po', ma il mio habitat naturale è il fashion e ho un PhD in Semiotica della Moda.