Lucy’s Law: la Gran Bretagna contro il commercio illegale dei pets

Acquistare cuccioli in negozio? Solo con le debite certificazioni. Il Regno Unito dice basta al commercio illegale di pets e con la Lucy’s Law invita gli amanti degli animali a trattare direttamente con allevatori e rifugi per l’acquisto di gatti e cani di meno di sei mesi d’età.

Il Regno Unito approva la Lucy’s Law, la legge che deve il suo nome alla Cavalier King Charles Spaniel salvata nel 2013 dopo cinque anni trascorsi in gabbia come fattrice in un allevamento illegale gallese. Un periodo che ha portato la povera Lucy a sviluppare gravissimi problemi di salute, quegli stessi problemi di salute che l’hanno portata alla morte nel 2016.

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Un caso, quello della cagnolina, che ha scosso gli animi e dato il via ad una campagna che, sottolineando con forza il problema degli allevatori senza scrupoli, è riuscita a mettere un freno al fenomeno del commercio illegale di cuccioli. Ora, grazie a questa legge che entrerà in vigore dal primo di ottobre, la Gran Bretagna ha detto basta.

Lucy’s Law: di cosa si tratta

La Lucy’s Law, in sostanza, vieterà la vendita da parte di negozi e di “parti terze” di cuccioli di animali di età inferiore ai sei mesi non certificati e permetterà di mettere on sale solo ed esclusivamente cagnolini e micetti cresciuti personalmente o dotati di numero di licenza e indicazioni precise circa l’origine della cucciolata.

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Lo scopo è quello di reprimere il commercio illegale di cuccioli tutelando gli animali domestici fin dal primissimo periodo della loro vita. Un obiettivo che è stato sottolineato con forza in tutta la sua importanza anche dal primo ministro britannico Theresa May secondo la quale – come già diceva nel 2017 – è fondamentale reprimere i crudeli allevamenti di cuccioli per risparmiare ai pets sofferenze e problemi, sia di salute che comportamentali.

Chi era Lucy, la mascotte della campagna

Un grande passo avanti per il benessere degli animali di compagnia che è stato reso possibile dalla triste storia di Lucy.

La cagnolina, diventata poi la mascotte di questa importante campagna lanciata nel 2017 dal veterinario Marc Abraham, dopo un lustro trascorso a fare la fattrice nello spazio ristretto di una gabbia – dove era costretta a far nascere varie cucciolate ogni anno – è stata salvata nel 2013 da Lisa Garner ma è morta appena tre anni dopo per le complicazioni di salute rimaste dal periodo nel quale ha vissuto relegata in gabbia.

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Cresciuta tra i San Bernardo mi sono convertita - da ormai un lustro abbondante - alla (piacevolissima) compagnia di Clicquot, una Beagle dal carattere frizzante come lo champagne del quale porta il nome. Faccio la giornalista da sempre, occupandomi di tutto un po', ma il mio habitat naturale è il fashion e ho un PhD in Semiotica della Moda.