Morto avvelenato il cane eroe di Amatrice

Morto avvelenato il cane eroe di Amatrice, Kaos ritrovato senza vita poco lontano da casa. Il saluto del proprietario sui social: «Continua il tuo lavoro lassù, continua a cercare dispersi, a salvare vite».

Kaos, il cane eroe di Amatrice, è stato trovato morto nel giardino di casa sua. La causa? Avvelenamento, stando ai primi rilievi svolti sul corpo del coraggioso quattro zampe. La tristissima storia arriva dai pressi de L’Aquila dove il cane – famoso per la sua eroica ricerca dei superstiti durante il terremoto che ha martoriato il centro Italia due anni fa – si era allontanato da casa spingendo il suo padrone, l’allevatore Fabiano Ettorre, a lanciare un appello sui social dove aveva pubblicato uno scatto del pastore tedesco lanciando un messaggio accorato. «Scomparso ieri sera. Pastore tedesco grigio focato. Risponde al nome di Kaos. Chi lo vedesse mi contatti subito». Le ore, però, sono passate e non sono arrivate segnalazioni.

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La terribile scoperta

Ora dopo ora le ricerche sono continuate fino a quando il proprietario ha trovato il suo amico peloso, ormai senza vita, in un angolo nascosto del giardino. E i primi rilievi sul cadavere hanno confermato la più orribile delle sentenze: il cane eroe, infatti, sarebbe morto avvelenato. «Kaos non usciva mai di casa – ha spiegato, distrutto, Ettorre – quando mi sono svegliato non l’ho trovato in giardino. Ho subito pensato a un rapimento, poi la terribile scoperta. Kaos era a terra senza vita in un punto poco visibile del giardino».

Kaos, il cane eroe del sisma nel 2016

Una scoperta resa che è ancora più straziante se si ricorda l’infaticabile eroismo del cane che, in occasione del terremoto in centro Italia del 2016, aveva prestato la sua opera con eroismo lavorando, cercando e scavando ininterrottamente, giorno e notte, alla ricerca dei superstiti del sisma. E la rabbia esplode mentre torna di stretta attualità la questione dell’inasprimento delle pene contro chi si macchia di maltrattamenti e crimini contro gli animali.

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Il saluto su Facebook

Da parte sua il padrone – in attesa dell’autopsia che accerterà senza possibilità di errori le cause della morte – affida a Facebook il commosso addio al suo amico peloso. «Ciao amico mio – scrive -. Hai lasciato un vuoto incolmabile per mano di una persona meschina .. continua il tuo lavoro lassù, continua a cercare dispersi, a salvare vite umane… Non provare odio per chi ti ha fatto ciò, anzi se un domani avrà bisogno aiutalo sii superiore e quanto ti guarderà negli occhi e vedrà che sei tu il suo Salvatore morirà lentamente da solo…. Kaos ne abbiamo.viste tante … aiutati tanti e tanti non ci siamo riusciti… hai lavorato giorno e notte, quando è servito non ti sei mai risparmiato .. sei stato un amico fedele abbiamo condiviso e diviso casa.. divano .. tutto .. corri amico mio corri non ti fermare un giorno ci abbracceremo nuovamente».

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Cresciuta tra i San Bernardo mi sono convertita - da ormai un lustro abbondante - alla (piacevolissima) compagnia di Clicquot, una Beagle dal carattere frizzante come lo champagne del quale porta il nome. Faccio la giornalista da sempre, occupandomi di tutto un po', ma il mio habitat naturale è il fashion e ho un PhD in Semiotica della Moda.