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Sciopero dei cani, slitte ferme in Alaska

cani che trainano una slitta
© Facebook @Nicolas Petit

Il proprietario di un gruppo di Husky di slitta si è accorto, dopo averli sgridati, che i cani si sono ammutinati e hanno deciso di non trainare più il mezzo, quasi come se scioperassero.

Di Nina Segatori, 21 mar 2019

Una muta di husky che traina la slitta di Nicolas Petit, un campione francese di corsa con il mezzo da neve, ha scioperato dopo un "diverbio" con il suo padrone, reo di averli sgridati. Per tutta risposta i cani si sono ammutinati e hanno deciso di non correre. Il simpatico e inaspettato quanto inusuale sciopero al quale il campione non ha potuto trovare soluzioni. I cani, testardissimi, hanno compromesso il risultato della gara, rifiutandosi di ripartire.

Nicolas Petit e i suoi cani

Nicolas Petit è il campione francese di corsa con la slitta e la sua muta di husky lo accompagna ovunque trainando il mezzo nelle corse più famose dell'Alaska. Tanti i premi vinti e le premesse per vincerne altri erano buonissime anche per l'anno a venire, vista la splendida forma fisica degli animali. Tutto sembrava andare per il meglio fino a quando, prima di una corsa, Joey, uno dei 14 husky della muta, ha cominciato a litigare con un altro cane. Così il campione ha deciso di intervenire sgridando i due litiganti, un po' troppo animatamente.

Lo sciopero

Alle grida di Nicolas Petit, però, è seguita una reazione che mai si sarebbe aspettato. Tutti i cani hanno smesso imprivvisamente di correre, come in una sorta di ammutinamento. Nessuno più gli obbediva e nonostante i vari tentativi di rimettere in corsa gli animali, non c'è stato modo di proseguire. Così il francese ha dovuto cedere e accamparsi nella zona del checkpoint Koyuk, molto distante dalla parte in cui si svolgeva la gara. La slitta era in vantaggio ma con lo sciopero dei cani il risultato non è più sicuro.

L'analisi comportamentale

Ma è davvero possibile che i cani abbiano reagito come gli esseri umani? In realtà l'associazione è più per ridere, ma non si escludono alcune somiglianze a livello neuronale tra uomo e cane. Secondo il proprietario i cani non avevano alcun problema fisico che li abbia spinti a fermarsi: «è solo una questione di testa – ha spiegato – vedremo se una di queste squadre di cani in arrivo li sveglierà».

Diversa l'opinione della People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) il cui vicepresidente Tracy Reiman ci ha tenuto a specificare: «la malattia, l’infortunio o la stanchezza probabilmente hanno spinto Nicolas Petit a eliminare quattro cani dalla sua squadra, costringendo i restanti dieci a lavorare più duramente prima di fermarsi. Altro che problema di testa. Non sono i cani a dover essere esaminati ma chiunque sostenga questa corsa spietata». Secondo le fonti Petit si è poi ritirato dalla gara