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Pene maggiori per chi maltratta gli animali: la proposta del ministro

cane sdraiato a terra
© Boudewijn Huysmans - Unsplash

Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa ha avanzato una proposta che gli amanti di cani e gatti approveranno: aumentare le pene per chi maltratta gli animali.

Di Nina Segatori, 22 mar 2019

Secondo il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, la legge sul maltrattamento degli animali andrebbe rivista, perché pur essendo già di per sé molto utile, dovrebbe prevedere pene più gravi e serie per chi fa del male a cani e gatti, ma non solo. Il motivo è semplice: gli animali domestici sono ormai considerati come veri e propri componenti della famiglia e non possono essere considerati come oggetti. Chi li maltratta deve pagare duramente. 

La proposta

Secondo il ministro Costa la legge 189 del 2004 che riguarda il maltrattamento sugli animali va revisionata: «è stata significativa ma necessita di essere rivista sia dal punto di vista penale, aumentando le pene per consentire di fare indagini più approfondite, sia di procedura penale, perché l’animale non può, ad esempio, essere riaffidato a chi lo ha maltrattato», ha specificato in occasione di una riunione organizzata da Lav (Lega Antivivisezione) e dall'Università eCampus a Roma. «Oggi possiamo dire che gli animali appartengono alla nostra famiglia - ha continuato - e vanno trattati come tali. Siano essi da compagnia o da produzione, bisogna smettere di considerarli come oggetti».

Diritti degli animali

Secondo la Lav sono ben 9.500 all'anno i casi noti di maltrattamento, così Costa ci ha tenuto a precisare che, insieme al ministro della Salute Giulia Grillo, stanno pensando di scrivere un decreto che combini salute ed ambiente per unire il tema del maltrattamento degli animali con quello della fauna selvatica, per semplificare le cose e accellerare la burocrazia.

Non solo, la deputata Michela Brambilla ha avanzato anche una proposta di legge per inserire gli animali nella Costituzione, in modo che vengano riconosciuti a tutti gli effetti come esseri viventi e acquisire dei diritti propri.