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La lettera che ha salvato un cane dalla solitudine

cane nero con pallina
© Shutterstock

Oggi vi raccontiamo una magica storia che ha fatto parlare tutti. Non perdete la storia di Reggie, un cane molto fortunato. 

Di Anna Paola Bellini Pubblicato il 31 mar 2019

Reggie è un Labrador nero in cerca di casa. Un uomo, da poco trasferitosi in una nuova città, ha la sensazione che ci sia un vuoto nella sua vita. Questo sentimento lo spinge alla ricerca di un amico a quattro zampe in un rifugio non lontano da casa. Ecco come comincia questa storia unica che ha cambiato per sempre due destini.

Adozione cominciata con la zampa sbagliata! 

Una volta raggiunto il rifugio, l’uomo incrocia lo sguardo di Reggie e decide di adottarlo. Più felice che mai, lo porta a casa con sé, ma le cose non vanno come sperato. I primi giorni di convivenza tra cane e padrone si avverano complicati al punto che l’uomo decide di separarsi dal cane. Nel momento esatto in cui sta per alzare il telefono, però, nota tra gli oggetti del cane (che gli erano stati dati dal rifugio) una lettera del suo vecchio proprietario. L’uomo riaggancia il telefono e apre la lettera. 

La toccante lettera

« Se stai leggendo questa lettera, vuol dire che sei il nuovo proprietario di Reggie e che io ho finito il mio viaggio in compagnia del mio cane. Lasciami parlarti di lui per far sì che possiate stabilire un bel rapporto. Devi sapere che ama le palle da tennis e più si fanno follie, più è felice. Qualche volta penso che sia un mezzo scoiattolo, visto che adora infilarsi due palle da tennis in bocca, mentre insegue la terza!  Non importa dove gliele lanci, gli correrà sempre dietro. Non farlo vicino a una strada, una volta ho quasi rischiato di perderlo per giocare così…
Reggie odia il veterinario. In bocca al lupo per farlo salire in auto! Non so come faccia, ma quando dobbiamo andare dal veterinario, lo sa!».

La lettera prosegue spiegando che Reggie avrà bisogno di un po’ di tempo per abituarsi ad una nuova famiglia, ma che l’attesa ne varrà decisamente la pena. 
Solo in seguito la missiva svela un dettaglio importante: « Non so cosa mi ha spinto a farlo, ma quando l’ho lasciato al rifugio ho detto che si chiamava Reggie. È un cane intelligente, con il tempo si abituerà ad essere chiamato così, ma non potevo sopportare l’idea che in quel posto conoscessero il suo vero nome». 
La conclusione della lettera spiega che il vero nome del cane era in realtà Tank e che lui era tutto per l’uomo, ma essendo un soldato, doveva partire per l’Irak, dove è probabilmente deceduto. 

Un volta richiusa la lettera, l’uomo ha guardato il cane e gli ha sussurrato il suo nome. Immediatamente, l’animale l’ha riconosciuto. Poco a poco i due sono riusciti a stabilire un rapporto. Tank ha ritrovato la sua felicità. 

Storia vera o leggenda ? 

Da diversi anni la storia di Reggie circola per il mondo. Si tratta di un racconto bello e commovente, al punto da sembrare più una leggenda che una vera e propria storia. Non siamo certi della sua veridicità, ma siamo sicuri che l’amore per gli animali può sicuramente cambiare il destino di tante persone. E ci fa anche riflettere sul destino di tanti soldati, spesso costretti a lasciare i loro amici a quattro zampe (oltre che la famiglia) per seguire il loro dovere.