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Il popolo cubano dalla parte dei cani randagi

gente in piazza per i cani
© Facebook @CEDA - Cubanos en Defensa de los Animales

A Cuba un corteo spontaneo di circa 400 persone è sceso in piazza per manifestare contro i maltrattamenti dei cani randagi e per chiedere il rispetto dei loro diritti.

Di Nina Segatori, 09 apr 2019

A Cuba è avvenuto un fatto mai successo prima: oltre 400 persone sono scese in strada organizzando una manifestazione popolare spontanea. La protesta non è stata orgaizzata da un ente legato al governo dell'Avana e le richieste erano ben chiare: più diritti per i cani randagi e basta uccisioni, troppo frequenti sull'isola socialista.

Il corteo

A Cuba è stata organizzata una manifestazione di circa 400 persone, scese in piazza per protestare contro i maltrattamenti sugli animali, in particolare i cani randagi che sull'isola vengono uccisi frequentemente.

E per farlo hanno scelto un punto preciso dove incontrarsi: al cimitero, di fronte alla tomba di Jeanette Ryder, un'americana trasferita a Cuba, che fondò la Società di protezione di bambini, animali e piante e dove il suo cane, Rinti, alla morte della padrona, si lasciò morire di fame e sete per vegliarla. Un fatto esemplare, che accadde nel 1931, e che dimostrò l'estremo attaccamento degli animali verso l'essere umano. Rinti rifiutò cibo e acqua dai cubani che passavano di lì e che lo vedevano deperire giorno dopo giorno, ma il dolore del cane per la perdita della padrona era troppo forte.

La protesta unica

Così, partendo proprio da quel punto così significativo, il corteo ha manifestato per chiedere la fine dei maltrattamenti sugli animali a Cuba. La notizia ha fatto scalpore perché è la prima volta che un gruppo di persone si riunisce spontaneamente, senza che la marcia venga organizzata da un ente legato al governo. Di solito infatti, tali proteste vengono dirette dalle associazioni governative.

Un fatto unico, visto che a Cuba esiste un unico partito riconosciuto legittimamente. Questo ha fatto sì che il 7 aprile, giorno di questa manifestazione unica nel suo genere, venisse ribattezzato Dia del Perro, cioè il Giorno del cane che, oltre ad avere valenza per quanto riguarda i diritti degli animali, assume un'importanza storica anche a livello politico.