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La donna che vive con 216 randagi è rimasta senza casa

cani randagi
© iene.mediaset.it

Donata, la donna che vive con 216 cani è stata costretta a rinunciare a un terreno confiscato alla mafia, vinto con un bando, per colpa di cavilli burocratici. Adesso la sua vita con i quattro zampe si complica.

Di Nina Segatori , 15 apr 2019

Donata Campanella è una donna che dall'età di 16 anni raccoglie e si prende cura dei cani abbandonati. Ora vive con 216 amici a quattro zampe e, dopo che era riuscita a vincere l'assegnazione di un terreno confiscato alla mafia, la burocrazia l'ha spinta a mollare a causa di troppi cavilli. Inutile è stato l'intervento dell'inviato de Le Iene.

La storia di Donata

Donata vive con 216 cani che raccoglie ogni giorno dalla strada. La loro casa era un capannone che ospitava sia la donna che gli animali, ma che a ogni pioggia si allagava fino a riempirsi di acqua che arrivava all'altezza di metà zampe degli animali.

Inoltre mantenere tutti quei cani, cosa che risolve anche un problema al Comune che risparmia i soldi destinati al canile comunale, costa a Donata ogni giorno 68 euro di cibo e 600 euro al mese di affitto del capannone

Se il disagio non fosse già abbastanza la donna ha poi ricevuto anche un’ordinanza di sfratto. Così, si è rimboccata le maniche e due anni fa ha vinto un bando del comune di Collesano, in provincia di Palermo, per avere un terreno confiscato alla mafia. 

Cavilli e burocrazia

Tutto sembrava filare liscio. Così la donna ha traslocato e ha iniziato a recintare il terreno di 10mila metri quadri per portare lì anche i suoi animali. Ma poi «sono arrivati i carabinieri e l’ufficio tecnico, mi hanno denunciato per abusivismo» ha raccontato a Le Iene. Il motivo sta in un cavillo burocratico che vuole come vincitore del terreno un ente e non una onlus, come quella costituita da Donata.

A nulla è servito l'intervento dell'inviato della trasmissione di Italia1 perché, dopo aver fatto in modo che quel cavillo venisse superato, il Comune ne ha trovati tanti altri e Donata ha preferito rinunciare anche se aveva già investito 20 mila euro. «Grazie all’aiuto di tanti amici ho preso un altro terreno e qui ho trasferito il mio esercito di cani». Una storia con un lieto fine a metà che ha fatto molto discutere.

Per vedere il video del servizio clicca qui.