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Giornata mondiale per gli animali da laboratorio: un dibattito aperto

beagle in braccio a una donna © Twitter @ Michigan Humane Society

Nella Giornata mondiale degli animali da laboratorio esaminiamo una pratica sanguinosa che per decenni è stata messa in atto, ma che fortunatamente è al centro di un importante dibattito etico. 

Di Anna Paola Bellini, 24 apr 2019

Il 24 aprile si celebra la Giornata mondiale in memoria degli animali da laboratorio. Questa pratica è al centro di un dibattito etico estremamente attuale e i numeri lo confermano: secondo le stime 2018 della LAV (Lega antivivisezione) sarebbero oltre 610.000 gli animali utilizzati in Italia per la sperimentazione. Nel mondo questa cifra sale vertiginosamente a 115 milioni.

Come mai? Come è possibile che l’uomo ormai con il vento in poppa nella fiumana del progresso non sia in grado di trovare metodi alternativi allo sfruttamento di altri esseri viventi? 

La sperimentazione animale: una pratica attuale

Per quanto possa sembrare assurdo, la sperimentazione è ancora fortemente praticata. Allo stesso tempo, però, aumenta da parte di una fetta della popolazione mondiale la volontà di farla finita con gli esperimenti sugli animali.

Lo dimostra, a titolo di esempio, un caso avvenuto qualche giorno fa negli Stati Uniti: trentasei Beagle sono stati rilasciati, dopo una petizione a cui hanno preso parte più di 100.000 persone, dal Charles River Laboratories di Mattawan, in Michigan. 
I cani sarebbero serviti per testare un nuovo pesticida e, alla fine della sperimentazione, li avrebbero soppressi. 

Il dibattito 

Il dibattito etico attuale è in realtà di natura molto più profonda. Non si parla semplicemente di leggi, ma di presa di coscienza umana. L’uomo è convinto di trovarsi al di sopra della Natura, quando in realtà ne fa semplicemente parte e non può quindi permettersi di sfruttare gli altri esseri vivienti a suo piacimento.

Ci sarebbe, inoltre, da chiedersi come sia possibile che al giorno d’oggi, nonostante i livelli di tecnologia estremamente avanzata, non sia ancora possibile trovare un modo per sostituire questo tipo di sperimentazione con altre forme di ricerca. Piano piano, però, con la presa di coscienza a livello globale si sta arrivando a far prevalere gli interessi di tipo etico, su quello economico.

Gli studiosi di tutto il mondo si stanno movimentando per ricercare strade alternative e questo attivismo sta dando i suoi frutti: è già possibile, ad esempio, predire che impatto potrebbero avere dei medicinali sul cuore umano grazie ad un programma informatico che sarebbe preciso al 90%. O ancora, i ricercatori dell'Università Paris Descartes stanno sperimentando un metodo promettente per studiare gli effetti tossicologici dell'esposizione a sostanze complesse utilizzando dei modelli 3D di cellule umane.

Insomma, la possibilità di fare ricerca senza lo sfruttamento animale è possibile. Resta solo da chiedersi entro quanti anni sarà possibile vedere realizzato il sogno di un mondo senza sperimentazione animale ? Speriamo il prima possibile!