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Che razza di cani fa per te?🐶🐶🐶

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L'appello per salvare i cani di Zia Bina, l'angelo dei randagi

cane dietro una recinzione © Facebook @LeIene

Una professoressa ha adottato tutti i cani randagi che ha trovato sulla sua strada nella sua vita, ma ora che ha avuto un grave malore, gli animali hanno bisogno di una nuova casa.

Di Nina Segatori, 2 mag 2019

Le Iene lanciano un appello: salviamo i cani di Zia Bina, un'amante degli animali che ha adottato più di 40 randagi, ma che ora che ha avuto un'emorragia cerebrale non può più occuparsi di loro. Così gli inviati del programma di Italia1 hanno deciso di aiutare il nipote della donna a trovare una nuova famiglia per ognuno di loro. Dopo essere intervenuti in prima persona, chiedendo l'aiuto di un'associazione di volontari e facendo adottare molti cani, ne rimangono ancora 22.

L'appello del nipote di Zia Bina

A raccontare la storia di sua zia, il nipote Dario: «ovunque andasse, zia Bina si guardava intorno in cerca di qualche cane randagio. Qualche settimana fa l’abbiamo trovata molto bianca ed è stata ricoverata in ospedale. Ha avuto un’emorragia cerebrale».

Dario sapeva della passione di sua zia per gli animali, che raccoglieva dalla strada e si prendeva cura di loro nella sua casa in campagna a Misilmeri, in provincia di Palermo. Lì ha trovato più di 40 cani. «Penso che mia zia spendesse tutto il suo stipendio per questi cani - ha raccontato all'inviato de Le Iene - Io non lo so fare, devo cercare una casa nuova per questi cuccioloni”. 

L'adozione

Grazie a uno dei volontari di un'associazione della zona, che oltre ad aiutare a ripulire la casa di Zia Bina si è anche prodigato per l'adozione di questi cucciolotti, 20 di loro hanno già trovato una famiglia pronta ad accoglierli.

Ne rimangono ancora 22, così Le Iene si sono unite all'appello di Dario, per far in modo che anche questi ultimi possano riuscire a trovare una sistemazione.

Se volete adottarne uno, potete scrivere a adozionicaniziabina@gmail.com, mentre per vedere foto e video dei cani disponibili, basta cliccare qui.

Chi invece, non può adottarne uno, ma vuole aiutare comunque, può contribuire alle spese necessarie per curarli, sfamarli e sterilizzarli, facendo una donazione qui.