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I mendicanti sfruttano i cani: la protesta di un consigliere

cane randagio chiede l'elemosina © Pixabay

Presentata in consiglio comunale a Genova un'interrogazione per intervenire concretamente sul problema dei mendicanti con i cani accusati di sfruttare gli animali.

Di Eleonora Chiais, 7 giu 2019

Mendicanti con i cani al centro di un'interrogazione comunale presentata, in aula Rossa a Genova, dal consigliere comunale Alberto Campanella (FdI). Il dibattito, tanto antico quanto noto e discusso, riguarda il presunto sfruttamento dei pelosetti per impietosire e ottenere una quantità maggiore di elemosina ed è tornato all'ordine del giorno dopo una triste esperienza personale del politico ligure.

Regala scatolette per cani, il mendicante non ci sta

«Ero con mio figlio in piazza Piccapietra - ha raccontato Campanella, secondo quanto riporta Genova Today - e abbiamo incontrato un mendicante con un cucciolo. Abbiamo comprato alcune scatolette di cibo per cani e gliele abbiamo portate, ma lui le ha rifiutate chiedendoci contanti».

Un'esperienza negativa e spiazzante per padre e figlio che ha portato il primo a segnalare il problema chiedendo un intervento concreto e dando il via a una discussione in aula.

«Spesso - ha sottolineato - i cani sono considerati non come compagni di vita, ma come uno strumento utilizzato da queste persone per farsi dare soldi».

La legge contro l'accattonaggio con animali

Prima di tutto è bene sapere che, in Italia fin dal 1999, l'accattonaggio non è più considerato un reato dal Codice Penale; mentre sul tema dell'accattonaggio con animali, quasi ciascun Comune nostrano ha attivato un regolamento ad hoc visto che la legge nazionale non è chiara su questo punto e sanziona i mendicanti solo nell'eventualità di maltrattamenti conclamati.

L’articolo 544-ter del Codice Penale, infatti, sanziona con la reclusione da tre a diciotto mesi (o con la multa da cinquemila a trentamila euro) chi «per crudeltà e senza alcuna necessità cagiona una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche».

I regolamenti comunali

Alla luce di tutto questo, i diversi Comuni hanno deciso di intervenire direttamente per contrastare questo fenomeno triste e, purtroppo, in costante crescita. A Genova, come sottolinea il consigliere, «l'articolo 5 d prevede il divieto di accattonaggio con utilizzo di animali, al fine di debellare questo fenomeno e liberare i cani». Una liberazione, conclude Campanella, che offra ai cagnolini la possibilità di una nuova vita. Mendicanti con i cani, la protesta in consiglio comunale:

«Suggerisco a chi deve fare i controlli - ha concluso infatti - di chiamare le guardie zoofile e togliere questi animali dalle persone che non hanno cura di loro, affidandoli magari ai volontari che sono disposti a dare amore e calore».

L'interrogazione sarà inserita nell'ordine del giorno del consiglio comunale genovese di modo che tutti possano attivarsi per cercare una soluzione.