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Ordinanza cani in spiaggia 2019: la sentenza del Tar

labrador alla riva del mare
© Shutterstock

Il Tar si è pronunciato con una sentenza che sancisce l’illegittimità dell’Ordinanza per i cani in spiaggia 2019 che vieta la presenza di cani in zone balneari.

Di Anna Paola Bellini, 17 giu 2019

Buone nuove per chi condivide la vita con un cane. Una sentenza del Tar (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio sancisce che non è possibile vietare l’ingresso ai cani in spiaggia. Questa misura nasce in risposta ad un'ordinanza del Comune di Latina che ha vietato l’ingresso di Fido sul bagnasciuga. 

La sentenza del Tar del Lazio

Il Tar del Lazio si è pronunciato contro un provvediemento del Comune di Latina in cui si vieta esplicitamente l’ingresso dei cani in spiaggia. All’interno della sentenza 176 dell’11 marzo 2019, si legge, infatti che

«la scelta di vietare l’ingresso agli animali sulle spiagge destinate alla libera balneazione, risulta irragionevole ed illogica, oltre che irrazionale e sproporzionata, anche alla luce delle viste indicazioni regionali che attribuiscono ai comuni il potere di individuare, in sede di predisposizione del PUA - Piano di utilizzo degli arenili, ndr. - , tratti di arenile da destinare all’accoglienza degli animali da compagnia».

La ragione della sentenza è che non ci sono delle motivazioni valide per vietare l'accesso ai cani alle spiagge. Leggiamo, infatti, che

«l’amministrazione avrebbe dovuto valutare la possibilità di perseguire le finalità pubbliche del decoro, dell’igiene e della sicurezza mediante regole alternative al divieto assoluto di frequentazione delle spiagge, ad esempio valutando se limitare l’accesso in determinati orari, o individuare aree adibite anche all’accesso degli animali, con l’individuazione delle aree viceversa interdette al loro accesso».

La diffusione nazionale

Questa sentenza, valida per la regione Lazio, è stata portata all’attenzione pubblica dalla Lav (Lega Anti Vivisezione) per sottolineare quanto un divieto del genere posso ledere la libertà dell’essere umano e creare una forma di discriminazione (chi possiede un animale non può accedere a un territorio, rispetto a chi non ne possiede). 

Ricordiamo che non esiste una legge che vieti l’ingresso ai cani sulle spiagge libere e che tale materia viene, di solito, disciplinata dai comuni che possono impedire o limitare l’accesso di Fido alla battigia.

Il problema delle spiagge libere

Il problema dell’accesso alla spiaggia con Fido è strettamente legato ad un problema che Legambiente ha cercato di portare all’attenzione di tutti nel 2018: la questione delle spiagge libere. Nel nostro paese, secondo quanto riportato all’interno del dossier Le spiagge sono di tutti!, oltre il 60% delle coste sabbiose è occupato da stabilimenti balneari (il demanio marittimo statale) in concessione dallo Stato a dei privati. Il numero delle concessioni è sempre crescente e per questo tipo di strutture non vige un regolamento ben preciso.

Sarebbe necessario emanare delle leggi nazionali per limitare la privatizzazione ed espandere la sentenza del Tar a tutte le regioni d’Italia. Ricordiamo, infatti, che ogni Comune ha la possibilità di stabilire la sua ordinanza per quanto riguarda i cani in spiaggia. 

Fortunatamente, però, la nostra penisola è sempre più aperta ed accogliente nei confronti di Fido, come lo dimostrano il caso di questa sentenza del Tar, come pure le spiagge per cani in Toscana o la grande quantità di spiagge aperte ai cani sul Lago di Garda.