News :
wamiz-v3_1

Che razza di cani fa per te?🐶🐶🐶

Pubblicità

Andrea Camilleri e il suo amore per gli animali attraverso le opere

Andrea Camilleri
© Instagram @Skyarte

Si è spento oggi, a 93 anni il grande Andrea Camilleri. Noi di Wamiz vogliamo ricordarlo con un viaggio attraverso le sue opere, che racconti quanto abbia amato gli animali durante la sua luminosa vita.

Di Serena Esposito, 17 lug 2019

Scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e insegnante, Andrea Camilleri ha dato vita a personaggi entrati nella cultura italiana e destinati a lasciare un segno indelebile nella letteratura contemporanea. Anche l’uso della lingua è una caratteristica peculiare della sua scrittura, con il suo dialetto vigatese, che anima tutte le storie del Commissario Montalbano.

L’amore per gli animali trasmessogli dalla nonna

Il suo amore per gli animali è però molto più antico: risale alla sua infanzia presso la casa in campagna nella maremma Toscana, dove ne incontrava di tutti i tipi. La sua recente raccolta di racconti I tacchini non ringraziano (edita da Salani, 2018) parla di tutti gli incontri avuti col mondo animale, che hanno attraversato la sua vita, e quella della moglie, delle figlie, dei nipoti e della nonna Elvira.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

A post shared by Libreria Ubik Omegna (@libreriaubikomegna) on


È stata proprio quest’ultima ad accendere nel piccolo Nenè (così la nonna chiamava il Camilleri bambino) la passione per gli animali, durante le sue permanenze alla casa in Toscana. «Il mio amore per gli animali viene da nonna Elvira, che mi fece leggere un libro del tutto fuori dalla nostra cultura: Alice nel paese delle meraviglie. Il gatto con ghigno, il ghigno senza gatto... Fantastico. Se incontravamo un grillo per la strada mi diceva: “Nené, lo vedi questo grillo? Si chiama Giovanni Di Giovanpietro”. E poi cominciava a raccontarmi una storia». – ha raccontato lo scrittore in un’intervista per Elle a cura di Paola Maraone, nel dicembre dello scorso anno.

Cani, gatti, volatili e anche rettili, hanno colorato la vita di Camilleri. Spesso umanizzati nella raccolta, ma capaci di grande affetto: Pimpigallo era un pappagallino arrivato per caso alla dimora toscana di Camilleri, come tanti altri animali, ed è il protagonista di uno dei racconti più buffi. «Alla sua morte il cardellino che da anni viveva con lui smise di mangiare e dopo sette giorni se ne andò» - ricorda Camilleri.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

A post shared by Sandra Paola F. (@trinity87s) on


Leggendo i suoi racconti, sembra chi gli animali abbiano proprio cercato lo scrittore, a dimostrazione della sua grande sensibilità nei confronti di queste creature.

La cura dei cuccioli osservata in Montalbano

Nel romanzo “La Piramide di fango” (edito da Sellerio, 2014) dedicato a Montalbano, emerge un altro aspetto interessante dell’amore dello scrittore per gli animali. In particolare è evidenziata la cura per il cane.

Abbiamo una Livia molto depressa a causa della morte di Francois, ma l’arrivo inaspettato di un cucciolo nella sua vita, cambierà la situazione. Come accaduto per lo stesso Camilleri, è la cucciola, chiamata poi Selene, a trovare Livia, e a salvarla dalla sua depressione: un esempio tangibile di pet therapy. Attraverso i dialoghi tra Montalbano e Livia poi, Camilleri ci dà indicazioni anche sulla cura di un animale trovato: l’importanza di rivolgersi ad un veterinario per indagare la salute del cucciolo, e quella di mettere in conto un cambiamento nelle proprie abitudini per andare incontro alle necessità dell’animale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

A post shared by Angelo Cannella (@a.cannella) on


L’amore per gli animali è una ricchezza che un’anima come quella del grande Andrea Camilleri non poteva che avere: buon viaggio Maestro, che lei possa ritrovare tutti gli animali incontrati in vita.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

A post shared by Libreriamo (@libreriamo) on