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Mette un collare elettrico antiabbaio al cane, scatta la denuncia

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© Pixabay

È stato immediatamente denunciato per maltrattamenti il proprietario di un cane da caccia di Nichelino (in Piemonte). L’uomo aveva fatto indossare al cane un collare elettrico antiabbaio.

Di Coryse Farina, 25 lug 2019

Avviene tutto nella giornata di ieri a Nichelino, in provincia di Torino.
Mentre passeggiava in via Gozzano con il suo cane da caccia, un epagneul breton al guinzaglio, un uomo viene avvistato e segnalato ad una pattuglia del comando di Polizia locale da un passante.

L'accusa

L’accusa è quella di aver imposto al cane un collare elettrico capace di mandare delle scosse all’animale ogni qualvolta decidesse di abbaiare.
Il sistema infatti, si attivava non appena il cane emetteva qualche suono, sollecitato dalla vibrazione delle corde vocali sul collo.

Una volta visitato il cagnolone di ben 8 anni, i veterinari hanno scoperto diverse escoriazioni sul collo e una mancanza di pelo riconducibile al collare, quindi l’uomo è stato subito denunciato alle autorità per maltrattamenti.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Far indossare un collare elettrico antiabbaio è reato?

Sebbene ad oggi non esista una legge esplicita che vieti l’acquisto di un collare elettrico antiabbaio per cani, la Corte di Cassazione ha esplicitamente confermato in diverse sentenze che l’uso di questo strumento «provoca effetti difficilmente valutabili sul comportamento dell’animale. Inoltre incide sull’integrità psicofisica del cane poiché la somministrazione di scariche elettriche per condizionarne i riflessi e indurlo tramite stimoli dolorosi ai comportamenti desiderati produce effetti collaterali quali paura, ansia, depressione e anche aggressività».

Secondo l’ultima sentenza emessa del 25 maggio 2016, n. 21932, un collare elettrico antiabbaio è considerato dunque reato di maltrattamento e punibile dalla legge.

Anche l’articolo 7 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia evidenzia come «nessun animale da compagnia deve essere addestrato con metodi che possono danneggiare la sua salute ed il suo benessere, in particolare costringendo l’animale ad oltrepassare le sue capacità o forza naturale, o utilizzando mezzi artificiali che causano ferite o dolori, sofferenze ed angosce inutili».