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Gli negano l’accesso col cane guida: "sono di nuovo diventato cieco"

cane guida per non vedente
© Shutterstock

È successo a Ragusa, in Sicilia: Andrea era lì per la laurea della sorella, ma non è riuscito e parteciparvi. L’ingresso all’Ateneo non è consentito ai cani, neanche se si tratta di cani guida per non vedenti.

Di Serena Esposito, 05 ago 2019

Andrea è nato a Noto, ha 32 anni ed è cieco da quando ne aveva 21. Nella vita di tutti i giorni un cane guida lo aiuta: lei si chiama Wilde e ha 2 anni.

Il giovane si era recato da Catania, la sua città attuale, a Ragusa, presso la sede dell’Università Telematica Pegaso, per la discussione di laurea di sua sorella Francesca

Il divieto

All’ingresso dell’edificio un cartello recitava «Vietato l’ingresso ai cani», ma Andrea sapeva bene che il suo, in quanto cane guida, aveva tutto il diritto di entrare.

«Ho chiesto alla guardia giurata che si trovava all’ingresso se il divieto riguardasse anche la mia Wilde e mi ha spiegato che le regole dell’Università vietavano l’accesso a ogni tipo di cane, dunque Wilde non ne era in alcun modo esente. Sono stato costretto a non potermi godere la proclamazione di mia sorella a dottoressa, che tra l’altro ha presentato una tesi sulla disabilità visiva e sui suoi ausili, tipo i cani guida».

La legge in Italia

La Legge n. 34/1974 cita testualmente:

«Il privo di vista ha diritto di farsi accompagnare dal proprio cane guida nei suoi viaggi su ogni mezzo di trasporto pubblico senza dover pagare per l’animale alcun biglietto o sovrattassa».

Questa legge è stata successivamente rivista con la 60/2006 che cita: «In materia di accesso dei cani guida dei ciechi sui mezzi di trasporto pubblico e negli esercizi aperti al pubblico», nello specifico: «I responsabili della gestione dei trasporti di cui al primo comma e i titolari degli esercizi di cui al secondo comma, che impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane guida sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 500 euro a 2.500 euro».

Il malinteso e le scuse

Dopo un contatto con il responsabile della sede dell’Università Telematica Pegaso, Matteo Burgio, si è scoperto che si è trattato di un equivoco. «In realtà – spiega Burgio - all’evento era presente un personale qualificato e specifico per l’accompagnamento di ogni persona che fosse disabile, anziana o che avesse anche semplici problemi di deambulazione, di conseguenza non avevamo alcun motivo di non far entrare il ragazzo e il cane».

Alcuni docenti sembravano non gradire la presenza del cane, ma Andrea era certo che il responsabile della sede non avesse nulla contro Wilde. Il giovane ha ricevuto delle scuse sincere da parte del responsabile e delle altre persone coinvolte: «Purtroppo è successo quel che è successo e non possiamo far altro che chiedere scusa, ma abbiamo tenuto a far sapere ad Andrea che le nostre porte per lui e per Wilde sono sempre aperte».

Vicenda chiusa, Andrea ha comunque sentito il bisogno di rimarcare un concetto per lui e per tutti gli altri non vedenti fondamentale:

«Non far entrare un non vedente in un qualsiasi luogo solo perché accompagnato dal cane guida equivale a renderlo cieco una seconda volta».