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Licenziata dopo la morte del cane, vuole mettere fine all'ingiustizia

cane e donna in primo piano dog-sad
© Facebook @Francois Riggi

Emma è stata licenziata dopo aver chiesto un congedo per lutto a causa della morte della sua cagnolina. Le conseguenze di questo licenziamento non si faranno attendere: la ragazza chiede giustizia per il suo dolore! 

Di Anna Paola Bellini , 24 ago 2019

Emma McNulty, studentessa di Glasgow (Scozia), dopo la morte della sua cagnolina di razza Terrier, di nome Millie, ha chiesto un congedo al suo datore di lavoro. Il dolore per questa grande perdita non le permetteva di lavorare durante il weekend. Ecco cosa le ha risposto il suo datore di lavoro.

Una richiesta rifiutata

La richiesta della McNulty viene accolta ad una condizione: trovare un rimpiazzo per il turno del weekend della studentessa. Incapace di trovare un sostituto, la ragazza è stata licenziata, perdendo così il suo lavoro part-time in un pub.

La petizione

Dopo questo evento increscioso, la studentessa ha deciso di impegnarsi per far sì che i datori di lavoro riconoscessero il lutto degli animali domestici come quello di un membro della famiglia. Per questo motivo su Change.org è stata lanciata una petizione che ha già guadagnato più di 17.000 sostenitori.

Emma e Millie

«Millie aveva 14 anni e io ho 18 anni, quindi non ricordo un periodo in cui non faceva parte della mia vita» - ha dichiarato Emma.

«Abbiamo fatto tutto insieme. Ero così vicina a lei ed era la mia migliore amica».

La cagnolina era malata e la sua situazione è peggiorata durante la giornata di sabato ed è stata abbattuta la domenica mattina. Emma ha cercato un po' di comprensione nel suo datore di lavoro, ma si è trovata davanti un muro di freddezza.

E in Italia? 

Nel nostro paese non esiste una Legge che preveda la possibilità di prendere un congedo per il lutto di un animale domestico. Però, nel caso in cui l'animale avesse bisogno di cure particolari è possibile richiedere un permesso speciale, ma solo se si vive da soli e non c'è altra possibilità poiché secondo l'Articolo 544 ter. del Codice penale:

«La non cura di un animale di proprietà integra il reato di maltrattamento degli animali».
 

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Posted by Francois Riggi on Sunday, August 18, 2019