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Vietati i collari acustici: il Ministero della Salute dice no

beeper collare acustico © Instagram @ropegun235

Il Ministero della Salute vieta i collari acustici per cani, utilizzati da addestratori e cacciatori e udibili solo dagli animali. Secondo i dati sarebbero uno strumento di maltrattamento.

Di Nina Segatori, 26 ago 2019

Dopo tanta incertezza e una serie di lacune riguardanti i collari acustici, reperibili facilmente sul web o nei negozi specializzati, arriva una nota del Ministero della Salute che ne vieta l'utilizzo.

Cosa sono i collari acustici?

I collari acustici, conosciuti anche come beeper, sono degli strumenti che, allacciati al collo del cane, emettono alte frequenze di intensità massima 100-130 dB SPL e di 2000-3000 Hz. La particolarità di questo suono è che è udibile solo dai cani e questo li rende uno strumento utilizzato da cacciatori e addestratori per spingere gli animali a eseguire determinati comandi. 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Il divieto

In realtà in merito ai collari acustici c'è sempre stata tanta confusione, ma soprattutto una lacuna evidente nella regolamentazione dell'utilizzo. Ad oggi, però, i dati raccolti dal Ministero della Salute, riconoscerebbero in questi strumenti un potenziale pericolo per l'udito del cane, che potrebbe riportare dei danni a causa delle emissioni acustiche superiori a 100 dB SPL. Il tutto aggravato dal fatto che questi suoni non sarebbero emessi una tantum o raramente, ma a distanza molto ravvicinata. Da qui il divieto dell'utilizzo dei collari acustici.

Scrive il Ministero: «a seguito di una specifica istanza pervenuta dal territorio, la Direzione generale ha provveduto a richiedere un parere tecnico al Centro di referenza nazionale per il benessere animale circa gli effetti sulla salute e sul benessere dei cani su cui si utilizzano i collari[...] Per quanto riguarda i collari acustici emerge che strumenti ad elevate intensità e frequenze possono causare una perdita temporanea dell’udito (spostamento della soglia uditiva) o una perdita permanente dell’udito».

«Pertanto, al fine di garantire il benessere animale e il rispetto della normativa (in primis la Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia, articolo 7) “Nessun animale da compagnia deve essere addestrato con metodi che possono danneggiare la sua salute ed il suo benessere, in particolare costringendo l’animale ad oltrepassare le sue capacità o forza naturale, o utilizzando mezzi artificiali che causano ferite o dolori, sofferenze ed angosce inutili”, l’utilizzo di collari acustici che possono raggiungere le intensità e frequenze sopra riportate non è consentito in quanto potrebbe configurare il reato di maltrattamento ai sensi dell’articolo 544-ter C.P.».

Una vera vittoria, come spiega Ilaria Innocenti, Responsabile LAV Animali Familiari:

«questo pronunciamento rappresenta un positivo passo in avanti nella tutela degli animali, considerando che ogni strumento operante un condizionamento negativo ha effetti negativi sia sull’apprendimento del cane, sia sul suo stato di benessere e, nei casi più gravi, sulla sua salute.»

Occhio alla qualità 

La mancanza di una regolamentazione ha fatto sì che questo tipo di prodotto si  diffondesse facilmente e che altrettanto semplicemente fosse possibile reperirne uno online. Non tutti, però, sono a norma.

Come informa Federcaccia, la Federazione italiana della caccia, i collari acustici prodotti dalle principali aziende esperte del settore, non superano la soglia indicata dal Ministero e quindi possono essere utilizzati legalmente, senza il rischio di arrecare danni al proprio cane.