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Gattara pazza? Solo un vecchio stereotipo, lo conferma la scienza

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© Pixabay

Quanto c’è di vero nella comune convinzione che i proprietari di gatti siano persone più ansiose e negative? Un recente studio smentisce uno stereotipo ormai radicato da tempo: quello della “gattara pazza”.

Di Flavia Chianese , 27 ago 2019

Nello studio pubblicato di recente sulla rivista The Royal Society, i ricercatori dell’Università della California di Los Angeles hanno ipotizzato che i proprietari di felini potessero essere più ansiosi ed emotivi rispetto ai proprietari di cani o di entrambe le specie.

Lo studio sui proprietari

I 511 partecipanti sono stati sottoposti a vari test ed è stato chiesto loro di esprimere le emozioni dominanti che provavano ascoltando miagolii e lamenti di cani. Tutti, proprietari di gatti compresi, hanno espresso sentimenti di maggior negatività ascoltando il piagnucolio del cane.

Dopo aver analizzato i risultati, dunque, l'ipotesi iniziale non ha retto, e così i ricercatori hanno dichiarato: «Non abbiamo trovato differenze tra i proprietari di gatti e gli altri partecipanti, su nessun aspetto riguardante un possibile stato d’ansia, depressione o su esperienze negative nelle relazioni».

Una sola piccola differenza

All’ascolto dei miagolii, i proprietari di gatti si sono mostrati più tristi rispetto agli altri gruppi, comprendenti proprietari di cani, gatti, o che non possedevano nessun animale domestico. Dunque l’unica differenza sostanziale emersa dalla ricerca è proprio questa: possedere un gatto rende solo più sensibili ai bisogni di questa specie.
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Uno stereotipo ormai superato?

Lo stereotipo della “gattara pazza”, diffusosi nel lontano 1872, quando il New York Times pubblicò Cats and Craziness, viene oggi del tutto sfatato. Sarà perchè l’editoriale fece scalpore, o forse perché possedere un cane dà l’idea di essere persone più dinamiche ed energiche, che questo appellativo è arrivato fino ai giorni nostri.

Tuttavia da oggi nessuna “gattara pazza” potrà essere più etichettata come tale, ma solo come un’amante dei gatti e della loro bellezza misteriosa.