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Stop alle sperimentazioni su cani e gatti: l'annuncio dell'EPA

Cani in gabbia dog-cat-serious
© Pixabay

L'Agenzia per la protezione dell'ambiente americana annuncia che ridurrà le sperimentazioni di farmaci e pesticidi su cani, gatti e altri mammiferi entro il 2025. L'obiettivo è la loro eliminazione completa entro il 2035.

Di Eleonora Chiais , 13 set 2019

Buone notizie dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente americana che ha annunciato l'intenzione di ridurre di 30 punti percentuali entro 6 anni le sperimentazioni di farmaci e pesticidi su cani, gatti e piccoli mammiferi. 

Al posto della sperimentazione animale tradizionale, per la quale deve essere richiesta autorizzazione proprio all'EPA, entro il 2025 - si legge nella nota dell'associazione - verranno supportate le sperimentazioni tramite le tecniche New Approach Methods (NAM) condotte attraverso simulazioni al computer con l'intelligenza artificiale, colture cellulari e altro ancora.

Già oggi, queste tecniche, sono considerate - oltre che indubbiamente più etiche per gli animali e per l'ambiente - anche maggiormente precise, veloci, economiche.

Lo scopo? Quello di eliminare completamente (salvo rarissime eccezioni da discutere caso per caso) le sperimentazioni sugli animali entro il 2035.

I precedenti

L'annuncio dell'EPA rappresenta un ulteriore passo avanti dopo la revisione della legge che regola sicurezza e sperimentazione dei prodotti chimici negli Stati Uniti (Congress of Toxic Substances Control Act) del 2016.

La soddisfazione delle associazioni animaliste

La notizia è stata accolta con soddisfazione dalle associazioni animaliste e ambientaliste americane (ma non solo) che, da anni, combattono per mettere fine alle vere e proprie torture cui cani, gatti e altri mammiferi (come topi, conigli, scimmie...) sono costretti a subire nei laboratori dove sperimentano sulla propria pelle alcuni prodotti chimici. 

C'è, però, una piccola nota negativa. Come si legge chiaramente sui comunicati dell'ente, infatti, la fine dei test riguarderà i mammiferi, ma continuerà quella su altri vertebrati (pesci, rettili e anfibi) e sugli invertebrati. Insomma: la strada è ancora lunga ma, con questa decisione, è stato compiuto un importante passo avanti.