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Serenella Loreti ci racconta l'estate dei cani da soccorso in mare

cani da salvataggio nautico con i loro educatori in spiaggia dog-happy
© SICS (Scuola Italiana Cani Salvataggio)

La Scuola Italiana Cani Salvataggio è la più grande organizzazione nazionale per la formazione dei cani e dei loro conduttori volontari (le Unità Cinofile) al salvataggio in mare. In 30 anni di attività, sono state evitate centinaia di tragedie.

Di Ilenia Colombo

Pubblicato il 13/09/19, 22:04, aggiornato il 08/02/21, 15:54

Il bilancio di quest'estate è di 33 persone salvate di cui 4 in Sicilia. Si tratta di numeri davvero impressionanti per le UC della Sics. Questi salvataggi incorrono per due motivi principali: «Circa il 90% avviene a causa delle correnti, mentre Il resto avviene per dei malori» afferma Serenella Loreti, Responsabile Sics Settore Tirreno-Sicilia.

Le reazioni della gente e delle autorità locali a questa iniziativa

«Ad Alcamo - in provincia di Trapani - è stata un’esperienza bellissima e soddisfacente. Prima che arrivassero i SICS, la spiaggia, 7 km di lunghezza, era abbandonata e poco frequentata anche a causa del mare spesso agitato con forti correnti. Adesso, invece, grazie alla postazione dei SICS - per un raggio di 2 km e mezzo di copertura - la gente ha iniziato a frequentare maggiormente i lidi» e aggiunge «ad Alcamo c’è stato un signore siciliano molto generoso che ha donato un defibrillatore».

Per gli abitanti di Alcamo, quindi, i SICS sono diventati un punto di riferimento anche per la gestione dei loro cani poichè la Scuola Italiana Cani di Salvataggio fornisce anche numerosi consigli riguardo l’educazione degli amici a quattro zampe. E come dimenticare la storia del bagnante di 70 anni salvato proprio dai cani della SICS!

La reazione delle autorità locali e delle società proprietarie delle spiagge è stata molto positiva. A Mondello (Palermo), ad esempio, ci sono già dei bagnini ma «la presenza dei cani in spiaggia è ormai diventata un’esigenza per le persone» afferma la Responsabile Sics Tirreno-Sicilia.
Con i bagnini c’è una vera e propria attività di collaborazione: i Sics svolgono un importante ruolo di rinforzo per la loro attività in quanto

«i cani sono più rapidi rispetto a loro durante i salvataggi».
Tra bagnini e SICS c'è stata una vera collaborazione.
©SICS (Scuola Italiana Cani Salvataggio)

Non solo salvataggi

Le UC sono ugualmente impegnate in progetti didattici e sociali rivolti maggiormente ai bambini, riguardanti soprattutto l'avvicinamento agli animali e alla natura o l'educazione alla sicurezza in acqua. 

«Lo scorso inverno – afferma Serenella - a Palermo si è svolto un interessante e soddisfacente progetto in due scuole, una materna ed una elementare».

Il programma, dal nome Con osso alla scoperta del mare, è strutturato in tre fasi:

  1. Fase conoscitiva;
  2. Fase pratica;
  3. Fase attuativa.

Tale programma insegna la sicurezza in mare e le modalità in cui i cani della SICS salvano le persone in pericolo. I volontari della SICS hanno spiegato agli studenti il mare e i suoi pericoli, come venti, correnti e il significato della bandiera rossa. 
In seguito gli alunni hanno imparato ad approcciarsi con riguardo ai cani ed è stato anche simulato un falso annegamento per osservare i  cani salvataggio in azione.
I bambini hanno poi conosciuto le figure di riferimento quali il bagnino, le Unità Cinofile e la Guardia Costiera. Ogni incontro si è concluso con uno dei momenti più attesi ed emozionanti: i bambini e i ragazzi hanno potuto accarezzare i cani "docenti"!
L’ultima fase del progetto ha previsto una dimostrazione in mare delle UC nelle manovre di salvataggio.

Due cani da salvataggio in azione quest'estate nelle spiagge italiane.©SICS (Scuola Italiana Cani Salvataggio)

Nel corso degli anni, «per fortuna non ci sono stati momenti difficili o esperienze negative», dichiara Serenella,

«Lavoriamo molto sulla prevenzione».

Inoltre la Scuola effettua corsi atti a formare le UC al primo soccorso, come ad esempio il corso BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) che, previo superamento di prove teoriche e pratiche, attesta la capacità di effettuare una corretta rianimazione cardiopolmonare e di utilizzare un defibrillatore.

I progetti per il futuro

Serenella ci confessa che il primo obiettivo in assoluto è quello di «Crescere di più in generale. Ad oggi le richieste di volontari sono tante».
Inoltre ammette che non farebbe a meno di «una piscina dove poter lavorare anche in inverno per fare praticare sport anche agli altri cani, qualcosa di simile al salvataggio ma a livello sportivo con ad esempio slalom galleggianti», questo perché, secondo la Responsabile,

«Il nuoto fa bene a tutti i cani».

Possiamo dire che con questi risultati anche quest'anno la Scuola Italiana Cani Salvataggio si conferma una delle principali realtà riguardo la cinofilia da salvataggio per la sicurezza balneare nazionale.