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Che razza di cani fa per te?🐶🐶🐶

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Il destino dei cani anti-bomba degli USA in Medioriente

cane con conduttore dell'esercito in cortile
© Pixabay

Secondo un'indagine federale, i cani anti-bomba inviati dagli Stati Uniti in Giordania, il loro alleato mediorientale, si ammalano e muoiono a causa della scarsa cura e negligenza.

Di Serena Esposito, 17 set 2019

Una valutazione di un anno da parte degli ispettori del Dipartimento di Stato ha rilevato che almeno 10 di questi cani in Giordania sono morti tra il 2008 e il 2016 a causa di problemi di salute.

Persino quelli che sopravvivono soffrono di "condizioni non salutari", come canili inadeguati, scarsa igiene e superlavoro.

La condizione dei cani

È stato scoperto che i cani tenuti in Giordania sono emaciati, con costole che sporgono. Le loro unghie sono troppo cresciute e le orecchie ospitano zecche così gonfie che probabilmente hanno banchettato con i cani per giorni. In alcune strutture non c'erano scodelle per cani: i conduttori davano da mangiare ai cani semplicemente gettando cibo sul pavimento.

Il programma anti-terrorismo

Per più di 20 anni, gli Stati Uniti hanno inviato cani da fiuto e addestrati appositamente alle nazioni partner nell'ambito di un programma di assistenza antiterrorismo: Explosive Detection Canine Program.

Nonostante abbiano speso milioni di dollari per addestrare e spedire i cani, i funzionari del Dipartimento di Stato non sono riusciti a garantirne la salute e il benessere, in quanto in Giordania non sembrano essere state implementate linee guida sufficienti per la salvaguardia dei questi preziosi animali.

Ciò ha portato a persistenti problemi di salute in Giordania, il più grande destinatario del programma con 61 cani anti-bomba attivi. Altri paesi con meno cani sono la Tailandia, il Marocco, l'Indonesia, il Bahrein.

Sulla questione è sorta una polemica, come spiega CNN, perchè un’ispezione condotta nel 2016 aveva già rilevato particolare incuria nella gestione dei cani, ma sono stati ugualmente inviati in Medioriente altri animali. Sulla questione è intervenuto Chuck Grassley, a capo della Commissione Finanza del Senato statunitense, che ha dichiarato:

«È importante che il Congresso sappia se il programma funziona in modo efficace ed efficiente e se gli animali coinvolti nel programma vengono trattati secondo gli standard umani ed etici che indubbiamente il popolo americano si aspetta».