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Killer di gatti condannato, ma la LAV chiede pene più severe

gattino-nero © Pixabay

Una vittoria per la Corte d’appello di Firenze che ha finalmente condannato a un anno e 6 mesi di reclusione l’uomo accusato di aver torturato e ucciso i gatti della sua ex compagna. 

Di Flavia Chianese, 27 set 2019

I fatti risalgono al Settembre del 2015: la donna, rientrando in casa, si era trovata al centro dell’incubo più grande che un padrone possa vivere: la morte dei suoi amici a quattro zampe.

Dei suoi tre gatti, Grigiolino, Nera e Nuvola, solo Nuvola era ancora in vita, ma in gravissime condizioni: qualcuno le aveva tagliato i tendini. Gli altri due giacevano distesi sul pavimento. Più tardi le indagini riveleranno che erano stati sottoposti a terribili torture. Nemmeno la povera e dolce nuvola riuscirà a sopravvivere alle violenze subite.

Un killer seriale

Il responsabile di questo truce “gatticidio” era l’allora compagno della donna, che il giudice del Tribunale di Lucca definì come «un uomo con mancanza di senso di umanità e un disprezzo per la vita animale, vera e propria crudeltà senza scrupoli, mancanza di sensibilità verso la vita altrui, con l'aggravante di aver abusato della coabitazione e dell'ospitalità della convivente, di cui aveva approfittato, e che avevano costituito l'occasione per far male agli animali».

A confermare le sue parole, altre due accuse terribili a carico dell’uomo: nel 2014 aveva scuoiato e appeso un gatto fuori ad una scuola di San Sisto (PG), mentre poco tempo dopo i Carabinieri scopriranno il luogo in cui il killer “operava”: un garage occupato abusivamente, dove hanno ritrovato resti di gatti sezionati ed esposti come trofei, oltre a una serie di macabri attrezzi di tortura.

Una ferita ancora aperta

Nulla restituirà alla povera donna i suoi amati mici, e se la condanna dell’uomo è comunque una vittoria, ciò che è successo lascia di certo l’amaro in bocca.

Episodi come questi non possono più capitare, e devono essere di stimolo al Governo e al Parlamento per l’ormai improcrastinabile inasprimento delle pene per chi maltratta e uccide animali, come richiesto dalla LAV con la campagna #CHIMALTRATTAPAGA.

Denunciate sempre chi non rispetta il nostro bene più prezioso: gli animali!