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Benessere degli animali: due sentenze storiche in Italia

Un esemplare di Dogo argentino © Pixabay

Importanti progressi legislativi nella direzione della tutela del benessere animale: la giurisprudenza italiana si esprime con due sentenze destinate ad entrare nella storia.

Di Eleonora Chiais, 14 ott 2019

La giurisprudenza nostrana guarda al benessere degli animali con una coppia di sentenze destinate ad entrare nella storia legislativa del nostro paese. Ecco di cosa si tratta.

Cani maltrattati, la sentenza: due anni di reclusione

La prima pietra miliare nella legislazione che tutela i nostri amici a quattro zampe arriva dalla provincia di Brescia e precisamente da Vobarno dove un uomo è stato condannato a due anni e 20 giorni di reclusione (anche se la pena è stata sospesa) per maltrattamenti sui suoi cani.

La condanna rappresenta, in realtà, l’epilogo di una vicenda più complicata. L’uomo, infatti, si è recato dai carabinieri per denunciare il furto di una coppia di Dogo argentini che - a suo dire - aveva affidato a una persona per un tempo limitato, trascorso il quale però il presunto “ospitante” si era rifiutato di restituirglieli. Indagini approfondite, però, hanno dimostrato che in realtà i quattro zampe erano stati venduti tramite il mercato nero (senza alcuna tracciabilità). Non solo.

Il primo proprietario dei cani, infatti, è stato denunciato a più riprese dai vicini che hanno sporto denuncia per le cattive condizioni di detenzione degli animali. Dopo una prima ispezione (con l’elevazione da parte delle forze dell’ordine di una multa di 500 euro per la violazione delle norme sul benessere animale) le forze dell’ordine sono state nuovamente chiamate dai vicini e, avendo nel frattempo scoperto la truffa, hanno confiscato i Dogo (in realtà uno solo dei due animali è sopravvissuto, l’altro è morto nel frattempo per un tumore) trasferendoli in canile e condannando il padrone con la reclusione a oltre due anni.

Cassazione: “rubare” i cani per salvarli dai maltrattamenti non è reato

La seconda sentenza, questa volta della Cassazione, riguarda invece la sottrazione dei 67 beagle prelevati dall’allevamento Green Hill (ancora nel bresciano) nell’aprile del 2012 da un gruppo di manifestanti durante un corteo di fronte a questo allevamento definito un autentico “lager”.

Gli animalisti intervenuti per sottrarre gli animali alle crudeltà delle quali erano vittime errano stati assolti in primo grado e ora la sentenza della Corte di Cassazione ha confermato la sentenza escludendo il dolo nella decisione di liberare gli animali sottoposti a maltrattamenti.