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Manifestazione contro il laboratorio dell'orrore: anche l'Italia è colpevole

La locandina della manifestazione © Facebook @SOKO Tierschutz

Circa 7500 persone sono scese in strada “armate” di striscioni, cartelli e bandiere invocando un intervento concreto per fermare le crudeltà quotidiane del laboratorio sperimentale di Mienenbuttel, Amburgo. Intanto si scopre che anche l'Italia ha a che vedere con questa storia.

Di Eleonora Chiais, 21 ott 2019

Interventi immediati e concreti contro le torture quotidianamente svolte nel laboratorio dell'orrore.

Nella giornata di sabato sono state 7500 le persone che hanno manifestato contro gli esperimenti sugli animali - prima di tutto cani, gatti e scimmie - svolti quotidianamente nel centro di Farmacologia e Tossicologia (LPT) ad Amburgo invocando, a gran voce, la chiusura del laboratorio di Mienenbuttel.

"Se gli animali potessero parlare, l'umanità piangerebbe"

Tra le molte persone che hanno richiesto un intervento immediato anche alcuni volti noti della scena locale come il conduttore televisivo Guido Maria Kretschmer che ha raccontato ad RTL.de di aver visto le immagini delle torture con le lacrime agli occhi.

D'accordo con lui i tanti altri manifestanti intervenuti che hanno spinto il l co-organizzatore Friedrich Mülln, dell'organizzazione Soko Animal Protection, a definire la manifestazione come una delle più grandi dimostrazioni di protezione degli animali in Germania.

Le responsabilità italiane

E quasi contemporaneamente alla grande manifestazione, e a pochi giorni di distanza dall'avvio delle indagini sulla struttura, sono venute alla luce le responsabilità "nostrane" in questa terribile vicenda.

Stando alle informazioni rese note dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, infatti, «sono a Milano e Zurigo, nella vicina Svizzera, "i cervelli criminali" che si occupano di mandare nei laboratori tedeschi i cani provenienti sia dalla Spagna, che dal Sud Italia. Siamo di fronte ad una vera e propria organizzazione criminale con coperture internazionali garantite da persone che si fanno passare per volontarie e che hanno il compito di raccogliere i cani, trasferirli in maniera assolutamente regolare oltre confine con adozioni apparentemente regolari».

Proprio questi animali, poi,  «vengono venduti o ai laboratori di vivisezione, dopo essere passati dalle fattorie tedesche, oppure - si legge ancora nella nota dell'AIDAA, che preannuncia l'intenzione di presentare un esposto alle forze dell'ordine italiane - vanno in altre ed ancora peggiori destinazioni».

 

Soli Demos in ach, AT, PL für die LPT Opfer. Die Schweizer machen es vor, in Polen ist ein Protest vor der deutschen...

Posted by SOKO Tierschutz on Sunday, October 20, 2019