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Cani militari in pensione: interviene anche l’Enpa

Cane militare con un soldato © Pixabay

L'Enpa interviene dopo l'ennesimo appello del Consiglio intermedio di rappresentanza del Comando logistico dell’Esercito sull'assistenza sanitaria dei cani soldato in pensione: «Il sodalizio storico tra l'uomo e il cane trova nell'Esercito una delle realizzazioni più esemplari».

Di Eleonora Chiais, 23 ott 2019

L'Ente Nazionale di Protezione Animali interviene sulla questione dell'assistenza sanitaria ai cani militari in pensione dopo l'ennesimo appello del Consiglio intermedio di rappresentanza del Comando logistico dell’Esercito.

L'Associazione, infatti, nei giorni scorsi - secondo quanto riporta Il Messaggero - ha scritto al ministro della Difesa Lorenzo Guerini chiedendo un intervento veloce e risolutivo su questo tema a lungo dibattuto.

L'importanza dell'assistenza sanitaria per i cani in pensione 

«Il sodalizio storico tra l'uomo e il cane trova nell'Esercito una delle realizzazioni più esemplari - sottolinea, infatti, la presidente dell'Enpa Carla Rocchi - si deve difatti alla collaborazione tra gli animali e i militari il successo di molte operazioni che hanno salvato vite umane. Operazioni che richiedono una dura preparazione e che, nella maggior parte dei casi, si svolgono in situazioni di grande pericolo».

Un pericolo costante che richiede un grande addestramento per essere affrontato ogni giorno ma che non porta a una diminuzione nella lealtà che è tipica dei quattro zampe.

«Nonostante le numerose difficoltà e il forte stress cui sono sottoposti - continua infatti Rocchi nel suo appello accorato - i cani continuano a offrire la propria collaborazione agli esseri umani supportandoli nelle fasi più critiche senza far mai venire meno il proprio affetto e la propria lealtà».

Il debito degli uomini verso questi cani coraggiosi

«Il debito che il nostro Paese ha nei confronti di queste straordinarie creature è dunque incalcolabile - aggiunge la presidente dell'Enpa - per questo motivo credo sia un dovere morale da parte del suo ministero impegnarsi affinché venga reintrodotta nel provvedimento correttivo al riordino dei ruoli al vaglio delle commissioni parlamentari, o nel primo veicolo legislativo utile, la nota espunta che prevedeva l'assistenza sanitaria per i cani in "pensione"».

Una pensione che, come già sottolineato dal Consiglio intermedio di rappresentanza, inizia per i cani soldato ad appena 8 anni di vita, un'età nella quale si esaurisce il loro lavoro, ma non certamente il loro desiderio di vivere e di affrontare, nel pieno delle forze, la loro nuova quotidianità domestica.