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Che razza di cani fa per te?šŸ¶šŸ¶šŸ¶

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Grida e rimproveri minano la salute mentale del cane: lo studio

cane con sguardo tenero

L'educazione dei nostri amici a 4 zampe passa anche per i loro sentimenti e il loro intelletto.

© Unsplash

L’Università di Porto, in Portogallo, ha condotto uno studio che ha confermato i sospetti in merito: gridare al cane e punirlo, innesca meccanismi di “rinforzo negativo” che ledono la sua salute mentale.

Di Serena Esposito, 13 nov 2019

Lo studio, condotto dalla biologa Ana Catarina Vieira de Castro e il suo team di ricercatori, è stato pubblicato in pre-print sul server apposito BioRxiv, ed è ora in attesa di revisione da parte di membri della comunità scientifica.

Le conferme ottenute

«Il risultato degli esperimenti che abbiamo condotto mostra che i cani da compagnia addestrati usando metodi basati sull’avversione hanno un benessere inferiore rispetto a quelli addestrati usando metodi basati sulla ricompensa, sia nel breve che nel lungo termine. In particolare, i primi assumono comportamenti e posture corporee notoriamente correlati a uno stato di stress, mostrano un aumento dei livelli di cortisolo e sono più 'pessimisti' quando affrontano un esercizio cognitivo», hanno affermato i membri dell’equipe. 

Qualcosa di certamente già noto, confermato da studi analoghi condotti in passato, sebbene finora tali esperimenti fossero stati condotti esclusivamente su cani della polizia, addestrati mediante collare a scossa, che è uno dei metodi punitivi più notoriamente nocivi.

Lo studio durante l’addestramento

Il team dell’Università di Porto ha dunque compiuto un passo in più, andando ad analizzare il comportamento di 42 cani provenienti da 3 scuole di addestramento in cui si utilizzano metodi basati sulla ricompensa, e 52 cani provenienti da 4 scuole in cui i metodi sono più aggressivi, come guinzaglio, grida e punizioni.

A seguito di analisi di campioni di saliva prelevati durante l’addestramento di ogni cane, si è evinto che quelli provenienti da scuole con metodi aggressivi avevano una maggiore produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, oltre che atteggiamenti e posizioni corporee che sono caratteristiche di sensazioni di disagio nel cane.

L’esperimento della ciotola

Per completare l’indagine in maniera approfondita il team di ricercatori ha condotto un’altra analisi, ad un mese di distanza dalla prima, per valutare gli effetti a lungo termine di entrambe le modalità di addestramento. Ciò che ne è emerso è stato preoccupante. 

79 dei 94 cani analizzati in precedenza sono stati addestrati a sapere che quando la ciotola era posta in un determinato punto della stanza era vuota, mentre se era posta in un altro punto della stanza, sarebbe risultata piena di snack alla carne

Ed è qui che inizia l’esperimento. Avendo appreso questa nozione, i cani sono stati messi davanti ad una situazione nuova: le ciotole erano poste in punti “neutri” della stanza in modo che essi non potessero sapere a priori se fossero piene o vuote. 

Ebbene, i cani provenienti da centri d’addestramento con metodi aggressivi risultavano muoversi in direzione della ciotola misteriosa con fare più cauto, e timoroso, come se fossero più pessimisti rispetto al trovarci del cibo. I cani provenienti dalle altre scuole si muovevano più spediti, denotando, secondo i ricercatori, un maggiore ottimismo e una maggiore positività rispetto alla situazione, cosa certamente più sana per la loro salute mentale.

Restituire al cane la serenità che ogni giorno ci regala

Alla luce di queste evidenze, è importante riflettere su quanto sia necessario restituire al cane la serenità che ogni giorno ci regala: un altro studio, condotto dall’Università di Sydney a riguardo, ha dimostrato che i padroni di cani risultano meno soli e di umore migliore.

In particolare, «I neoproprietari di cani», dichiarano gli autori, «si sentono meno soli rispetto a chi ha in mente di prendere un cane, ma ancora non lo ha fatto o a chi non è interessato a farlo; l’effetto si verifica in modo estremamente rapido, appena tre mesi dopo aver preso con sé l’animale, e non diminuisce nei mesi successivi. Inoltre, abbiamo raccolto diverse prove del fatto che i proprietari di cani provano meno emozioni negative, tra cui nervosismo e stress».

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In conclusione, impariamo a relazionarci al cane nel pieno rispetto delle sue facoltà, esigenze e tempistiche, e salvaguardiamo la sua mente adottando misure d’addestramento che prediligono la ricompensa e la gratificazione, piuttosto che la punizione.