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Che razza di cane fa per te?🐶🐶🐶

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Un logaritmo naturale per scoprire l’età umana del tuo cane

cane con cappellino di compleanno che mangia un dolcino

A quanti anni umani corrispondono gli anni del cane?

© Pixabay

Siamo abituati a calcolare l’età canina considerando un loro anno al pari di 7 anni umani: uno studio dell’Università della California ha finalmente scoperto un modo più accurato e scientificamente attendibile per scoprire quanti anni ha il nostro cane.

Di Serena Esposito, 19 nov 2019

L’idea da tempo sfatata ma ancora popolare dell’equivalenza di 1 anno canino a 7 anni umani è basata sulla durata media della vita di ciascuno dei due mammiferi: 10 anni per il cane e 70 anni per l’uomo.

Il team di ricerca che ha lavorato a questo importante studio, però, ci sa fornire una spiegazione scientifica alla nuova modalità di calcolo, scopriamo qualcosa in più.

Metilazione e orologio epigenetico

Il lavoro, condotto dai genetisti Tina Wang e Trey Ideker, coadiuvati dalla loro equipe di ricercatori dell’Università della California, San Diego, si basa su un concetto relativamente nuovo nella ricerca sull'invecchiamento: che le modifiche chimiche al DNA di una persona nel corso della vita creano ciò che è noto come “orologio epigenetico”. 

Quello che accade è che, in seguito all’interazione dell’organismo con l’ambiente, alle eventuali malattie, ed allo stile di vita, vengono aggiunti dei gruppi metilici a specifiche sequenze di DNA, secondo un processo detto “metilazione”, che risulta un indicatore dell’invecchiamento, e va a determinare il cosiddetto orologio epigenetico (le modificazioni epigenetiche sono quelle che avvengono a carico del DNA, senza modificarne la sequenza, come la metilazione).

Pertanto è stato convertito lo stato di metilazione del DNA di una persona in una stima dell'età o addirittura in una previsione dell'aspettativa di vita.

Lo studio

Anche altre specie subiscono metilazione del DNA mentre invecchiano. Topi, scimpanzé, lupi e cani, per esempio, sembrano avere orologi epigenetici.

Per scoprire in che modo questi orologi differiscono dalla versione umana, il genetista Trey Ideker e i suoi colleghi hanno iniziato con i cani. Anche se i migliori amici dell'uomo si sono discostati dagli umani all'inizio dell'evoluzione dei mammiferi, sono un buon gruppo per il confronto perché vivono negli stessi ambienti e molti ricevono trattamenti sanitari e ospedalieri simili.

Tutti i cani, indipendentemente dalla razza, seguono una traiettoria di sviluppo simile, raggiungendo la pubertà intorno ai 10 mesi e morendo prima dei 20 anni. Ma per aumentare le possibilità di trovare fattori genetici associati all'invecchiamento, il team di Ideker si è concentrato su una singola razza: il Labrador Retriever.

Lo studio si è svolto dunque su 104 Labrador Retriever, di età compresa tra le 4 settimane e i 16 anni: in seguito all’esame condotto sul DNA, sono stati scansionati e comparati all’umano, i profili di metilazione nel cane e quello che si è evinto è stato particolarmente interessante.

I risultati

L’analisi ha rivelato che i cani (almeno i Labrador Retriever, su cui è stato condotto lo studio) e l'uomo hanno una metilazione correlata all’invecchiamento simile in alcune regioni genomiche, con alti tassi di mutazione. Le somiglianze erano più evidenti quando gli scienziati guardavano i giovani cani e i giovani umani o i vecchi cani e i vecchi umani, suggerendo la presenza di un certo parallelismo tra le due specie. 

Ancora più importante, hanno scoperto che alcuni gruppi di geni coinvolti nello sviluppo sono similmente metilati durante l'invecchiamento in entrambe le specie. 
Ciò suggerisce che almeno alcuni aspetti dell'invecchiamento sono una continuazione dello sviluppo piuttosto che un processo distinto e che almeno alcuni di questi cambiamenti sono evolutivamente conservati nei mammiferi.

Questi importanti risultati sono stati pubblicati in pre-print dal team di Trey Ideker sul server apposito dedicato alla biologia, BioRxiv.

La formula per calcolare l’età del cane

La cosa più interessante per noi padroni, però, è la formula per calcolare l’età del nostro Fido. Il team di ricerca ha anche utilizzato il tasso delle variazioni di metilazione nei cani per abbinarlo all'orologio epigenetico umano, sebbene la conversione dell'età del cane risultante sia sensibilmente più complessa della banale "moltiplicazione per sette" cui siamo stati abituati.

La nuova formula, applicabile a cani di età maggiore o uguale a 1 anno, dice che: l’età “umana” di un cane equivale all’incirca al logaritmo naturale dell’età di Fido, moltiplicato per 16, e con l’aggiunta finale di 31. In termini matematici la formula risulta la seguente:

16 x ln(età del cane) + 31

Dati corrispondenti alla realtà

Sulla base dei dati di metilazione, le fasi di vita dei cani e degli umani sembrano corrispondere. Ad esempio, un cucciolo di 7 settimane equivarrebbe all'incirca a un bambino di 9 mesi, entrambi i quali hanno appena iniziato la dentizione.

La formula eguaglia egregiamente anche la durata media della vita dei Labrador (12 anni) con l'aspettativa di vita mondiale degli umani (70 anni). Nel complesso, l'orologio epigentico canino ticchetta inizialmente molto più velocemente di quello umano.

Accoglienza e prospettive

«Sapevamo già che i cani soffrono delle stesse malattie e declino funzionale dell'invecchiamento degli umani, e questo lavoro dimostra che simili cambiamenti molecolari si verificano anche durante l'invecchiamento: è una bella dimostrazione delle caratteristiche conservate negli orologi epigenetici condivisi da cani e umani» afferma Matt Kaeberlein, biogerontologo dell'Università di Washington a Seattle, che ha apprezzato il lavoro dei colleghi.

«Hanno dimostrato che c'è un graduale aumento della metilazione del DNA in entrambe le specie con l'età» afferma Steve Austad, biologo evoluzionista ed esperto di invecchiamento all'Università dell'Alabama a Birmingham: egli pensa che la tecnica potrebbe rivelare risultati molto più interessanti se applicata a problemi come le diverse durate medie della vita tra le diverse razze canine.

Questo è uno degli obiettivi di Kaeberlein, che si appresta ad effettuare uno studio aperto a tutte le razze, che includerà profili epigenetici dei suoi soggetti canini. Egli spera di scoprire perché alcuni cani sviluppano malattie in giovane età o muoiono prima del normale, mentre altri vivono una vita lunga e tranquilla.

Insomma, i risultati raggiunti da questa ricerca aprono le porte ad una serie infinita di altre ricerche, più approfondite e più specifiche, che ci faranno scoprire sempre di più sui nostri migliori amici.