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Cani dei migranti e l'appello di Salvini: la situazione attuale

cane randagio

I cani del centro migranti di Mineo cercano ancora casa.

© Pixabay

A Luglio, l'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, aveva lanciato un appello per l'adozione dei 117 cani abbandonati dopo lo sgombero del centro migranti di Mineo, in Sicilia. Oggi che fine hanno fatto?

Di Nina Segatori , 11 dic 2019

La situazione non sembra delle migliori a Mineo, dove i cani dei migranti, dopo lo sgombero del centro d'accoglienza CARA, sono ancora senza casa e molti di loro sono morti o finiti in strada. L'appello dell'ENPA:

«siamo in una situazione di emergenza: entro Natale la struttura, per volere della proprietà, deve essere liberata dalla presenza dei cani».

Un appello social

All'epoca dello sgombero, ad interessarsi della faccenda era stato Salvini in persona, facendo appello sui social affinché i cani dei migranti venissero adottati.

Purtroppo, però, l'idea non ha riscosso successo, tanto che tutti gli animali sono ancora nel centro d'accoglienza e presto si ritroveranno senza un posto dove dormire.

Che fine hanno fatto i cani?

Gli aggiornamenti arrivano da Carla Rocchi, presidente nazionale dell’ENPA: «dopo la chiusura, a luglio, del Cara di Mineo, gli oltre cento cani che vivevano nel centro sono stati lasciati soli, senza la presenza umana. Solo noi e l’Amministrazione comunale ci siamo presi cura di loro, ma ora c’è una emergenza: entro Natale, la struttura deve essere liberata», ha spiegato.

Tanti dei 117 cani erano stati sterilizzati e vaccinati, ma molti di loro, abbandonati a se stessi sono scappati o hanno trovato la morte in strada.

Ne rimangono 67 per i quali è stato lanciato un appello urgente, perché entro Natale, la struttura dovrà essere totalmente sgombrata e quindi rimarranno senza un posto dove dormire.