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Un Natale da record di abbandoni

muso di un cane dog-sad

A Natale sono stati abbandonati quasi 400 cani.

© Pixabay

Secondo le stime dell’AIDAA, Associazione italiana difesa animali ed ambiente, a Natale sono stati abbandonati 358 cani, di cui moltissimi erano cuccioli con meno di 6 mesi di vita.

Di Nina Segatori , 30 dic 2019

Una situazione preoccupante, considerando tutte le iniziative di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali soprattutto in vista delle feste.

Secondo quanto riportato dall’AIDAA, Associazione italiana difesa animali ed ambiente, il giorno di Natale sono stati abbandonati 358 cani

Feste e abbandoni

Un numero davvero scoraggiante per una popolazione che ormai alle porte del 2020 dovrebbe essere più che civile e mostrare umanità.

Nonostante le numerose manifestazioni pro adozione e contro gli abbandoni, non si è fermata neppure durante le feste l’inclinazione a trattare i cani come giocattoli, abbandonandoli quando si parte per le vacanze o come se fossero un regalo non gradito. 

La denuncia dell’AIDAA

A denunciare quello che è accaduto durante le festività natalizie è l’AIDAA che attraverso un comunicato, ha raccontato l’amara situazione:

«Non si è fermato nemmeno sotto le feste natalizie, né nei giorni di Natale e Santo Stefano il lavoro dei volontari delle decine di associazioni che si occupano di recuperare sul territorio nazionale i cani abbandonati. Nel periodo compreso tra il 24 e la sera del 26 dicembre sono entrati nei 100 canili monitorati dall’AIDAA Associazione italiana difesa animali ed ambiente 358 cani abbandonati e di questi circa cento sono cuccioli sotto i sei mesi».

Questo significa che molti di loro sono stati abbandonati per poter partire senza problemi o perché sono stati regalati a famiglie che non avevano nessuna intenzione di tenerli. Una scelta sbagliatissima e che tantissime associazioni animaliste avevano invitato a non fare proprio perché i cani non si regalano come fossero un pacchetto di Natale, senza sapere se chi li riceve può effettivamente occuparsene.

Il fatto che tutto questo accada in un Paese civilizzato come l’Italia e alle porte del 2020 rende tutto ciò ancora più preoccupante e sconvolgente.