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Il primo cane positivo al Coronavirus è morto ad Hong Kong

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Morto a Hong Kong il primo cane risultato positivo al Coronavirus.

© Pixabay (immagine di repertorio)

Morto dopo un ricovero a Hong Kong il primo cane risultato positivo al Coronavirus: la notizia, riportata dalla stampa locale, è stata rilanciata dal New York Post.

Di Eleonora Chiais , 18 mar 2020

Morto ad Hong Kong il primo cane "debolmente" positivo al Coronavirus. Il cane, un volpino di 17 mesi, è considerato il primo caso di trasmissione del virus da uomo ad animale.

Il quattrozampe era stato sottoposto alle analisi lo scorso 26 febbraio e, in laboratorio, era stata verificata la presenza (anche se bassa) del virus.

Cane morto dopo la quarantena

Sottoposto a quarantena era tornato dalla sua padrona quando, sabato scorso, le analisi del sangue effettuate erano risultate negative. Lunedì, però, è morto.

La sua padrona, una sessantenne ricoverata a sua volta per Coronavirus, non ha autorizzato l'autopsia sull'animale. 

«È stato comunicato dalla padrona - fa sapere l'AFCD (Agriculture, Fisheries and Conservation Department vale a dire il Dipartimento Agricoltura, Pesca e Conservazione) - che il cane si è spento il 16 di marzo. Ma la padrona non intende autorizzare l'autopsia».

Rimandato a casa: nessun anticorpo da Coronavirus 

Le analisi del sangue sul volpino, spiega il South China Morning Post, lo scorso 12 marzo non avevano registrato la presenza del virus e degli anticorpi e quindi la bestiola era stata rimandata a casa propria.

Le autorità locali, però, non sono convinte che questo dato dimostri che il cane realmente non era stato infettato.

«È stato dimostrato - ha sottolineato a questo proposito l'AFCD - che anche nel caso di contagi blandi negli uomini non sempre si sviluppano gli anticorpi».

La proprietaria dice no all'autopsia

Per approfondire la questione, comunque, sarebbe necessario procedere con un esame autoptico sul corpo del cagnolino, ma la padrona si oppone strenuamente.

Le autorità sanitarie di New York e di Hong Kong - spiega ancora il New York Post - continuano comunque a sostenere che gli animali domestici non possono essere portatori di contagio.

Di fronte a questa triste vicenda, però, pare invece che l'inverso (la trasmissione del virus da uomo ad animale) possa verificarsi.

Nel dubbio, comunque, il suggerimento è sempre quello di rispettare scrupolosamente le norme igieniche per vivere al meglio la quarantena con il proprio animale.