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Non c’è alcun aumento di abbandoni in Italia per Covid-19: i dati

cane steso

Non si registra incremento di abbandoni per Covid-19 in Italia.

© Pixabay

Nel clima di angoscia e concitazione di questo periodo, è facile cadere preda di fake news ed allarmismi: scopriamo qual è stato il misunderstanding alla base dell’erronea dichiarazione sugli abbandoni causati da Covid-19.

Di Serena Esposito , 23 mar 2020

Contrariamente a quanto divulgato negli ultimi giorni, gli abbandoni in Italia non sono aumentati a causa del Coronavirus: è quanto emerge da una indagine con dati incrociati sui vari canili d’Italia, effettuata da Il Secolo XIX, che ha quindi smentito questa notizia.

Andiamo per ordine, però: tutto è cominciato dalla diffusione della notizia di un cane di Hong Kong che era risultato "debolmente" positivo al virus, di cui abbiamo parlato anche noi di Wamiz.

Il polverone sugli abbandoni

In seguito alla news del cane di Hong Kong, che ha fatto il giro di molti social e testate giornalistiche, è stato rilasciato un accorato appello dall’Associazione Italiana Difesa Animali Ambiente (AIDAA) che ha avuto grande risonanza mediatica, complice il clima d’angoscia, mettendo in allarme tutti gli amanti degli animali.

La dichiarazione nell’appello di AIDAA citava «duemila cani abbandonati a causa del coronavirus, con una media di cento casi al giorno».

La confutazione dell’allarme abbandono

Il Secolo XIX ha pertanto indagato presso numerosi canili d’Italia sui numeri registrati dagli abbandoni di animali per Covid-19, incrociando i dati ottenuti con il numero d’emergenza appositamente attivato da LAV, per verificare quanto denunciato da AIDAA, e non ha riscontrato quell’impressionante aumento che si era paventato.

L’indagine ha portato all’evidenza che in tutta la penisola non si è registrato un incremento di abbandoni, se non qualche telefonata giunta ai canili, di padroni impauriti, che hanno chiesto aiuto e spiegazioni in merito alla questione, con l’idea di abbandonare l’animale, che poi non si è concretizzata, grazie al supporto di veterinari e volontari che hanno spiegato loro la situazione.

Marco Melosi, presidente dell'Associazione medici veterinari italiani (Anmvi) ha dichiarato: «Smentisco ufficialmente che gli abbandoni di cani siano in aumento in Italia. Abbiamo avuto contatti con vari canili e non risultano ingressi in surplus in questo momento». 

Il presidente nazionale di Lav, Gianluca Felicetti ha aggiunto: «I dati diffusi la scorsa settimana da tale associazione Aidaa, che purtroppo sono stati ripresi da diversi media, sono irrealistici, anche perché identificano un numero troppo preciso. Già in tempi normali è difficilissimo avere un numero nazionale sugli abbandoni senza analisi dei dati degli anni precedenti, in questo momento è semplicemente impossibile».

Piuttosto il dato registrato in più regioni è quello di un innalzamento della richiesta di adozioni, perché in momenti come quello che viviamo sappiamo quanto un animale domestico sia d’aiuto.

Il passo indietro di AIDAA

Lorenzo Croce, presidente di AIDAA, ha quindi fatto un passo indietro, dichiarando a Il Secolo XIX che al momento non poteva fornire i dati alla base della dichiarazione di allarme abbandoni ma che, finita l’emergenza lo farà.

Croce ha inoltre dichiarato di aver ritirato il comunicato e mandato rettifica ai media, sebbene esso risulti ancora online sul sito di AIDAA. Infine ha dichiarato:

«In questo momento non bisogna fare quello che ho fatto io perché si crea l'allerta ma... se il messaggio finale è stato quello di non abbandonare, ben venga».

In conclusione, quello che ad oggi sappiamo per certo è che non ci sono incrementi di abbandoni a causa dell’emergenza Coronavirus, ma i servizi di staffetta e lotta al randagismo effettuati dai tanti volontari sparsi per l’Italia, sono ovviamente sospesi per ovvie ragioni, come emerge dai dati raccolti da Il Secolo XIX.