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E se la Divina Commedia l'avesse scritta un gatto in quarantena?

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Gatto Alighieri, autore della Divina Commedia dei gatti.

© Wamiz

Oggi, 25 marzo è il Dantedì, il giorno dedicato a Dante Alighieri, padre della lingua italiana. Per rendergli omaggio in questo periodo in cui siamo tutti confinati a casa con i nostri pensieri ci siamo fatti una domanda: e se la Divina Commedia l'avesse scritta un gatto in quarantena?

Di Grazia Fontana

Pubblicato il 25/03/20, 06:11

Il 25 marzo in tutta Italia si celebra il Dantedì, la giornata dedicata al padre della lingua italiana Dante Alighieri.

Per celebrare questa giornata (e, diciamoci la verità, anche perché la quarantena ci sta dando alla testa), noi di Wamiz abbiamo deciso di immaginare il primo canto della Divina Commedia riscritto da un gatto.

Il nostro gatto-poeta, dopo essere stato adottato da un'amorevole padrona, si ritrova a dover condividere con lei la SUA casa (perché i gatti, si sa, diventano i proprietari una volta messe le zampe dentro!) a causa della quarantena da Covid-19.

La cosa non gli va tanto a genio e decide così di far sentire il suo sconforto tramite un poema scritto con le proprie zampe. Buona lettura e... benvenuti nell'inferno gattesco!

L'inferno gattesco - Canto I

 Nel mezzo del cammin de la mi vita,
mi ritrovai con una padrona oscura,
che la dritta via del lavor avea smarrita.

    Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta casa selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

    Tant’è chiassosa che poco è più il mercato;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altra cosa ch’i’ v’ho guadagnato.

    Io non so ben ridir com’i’ v’arrivai,
tant’era pien di fango a quel punto
che co l’occhi miei nulla vedei.

   Ma poi ch’i’ fui al piè d’una porta giunto,
là dove terminava quella strada
che m’avea di paura il cor compunto,

  guardai in alto, e vidi quella dama
per andà à lavorà già abbigliada
che entrar mi fece con tanta calma.

 Allor fu la paura un poco queta,
ma non fu lunga tal durata
quando la famiglia in casa fece rimpatriata.

 E come quel che sta sempre affamata
non esce più un secondo dalla casa
che la mi pace adesso sta inguaiata,

 così l’animo mio, ch’ancor fuggiva,
si volse a rassegnar il cuor
che per tanto tempo la mi' casa gli serviva.

E il vostro gatto come l'ha presa la convivenza forzata? La nostra Nova non tanto bene... guardare per credere!

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La nostra Nova non è tanto contenta di averci sempre tra le zampe.©Wamiz