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Animali domestici e Coronavirus: gli studi scientifici

cane dal veterinario dog-cat-serious

Pubblicati i primi studi scientifici sul rapporto tra animali domestici e Coronavirus.

© Pixabay

Pubblicati i primi studi scientifici su animali domestici e Coronavirus. Covid-19 e cani e gatti sono al centro anche di un'indagine accademica dell'Università di Torino raccontata, nei dettagli, su La Stampa.

Di Eleonora Chiais

Pubblicato il 03/04/20, 13:14

Dopo il caso del cane morto a Hong Kong e del gatto risultato positivo al virus in Belgio, arrivano gli studi scientifici che illustrano il rapporto tra animali da compagnia e Coronavirus.

Anche l'ateneo torinese indaga il rapporto tra Covid-19, cani e gatti come ha raccontato il professor Sergio Rosati in un'intervista concessa a La Zampa.

Lo studio all’Università di Torino

Coronavirus e animali domestici al centro di una ricerca scientifica dell’Università di Torino. A raccontarne i dettagli è stato il professor Sergio Rosati, Professore Ordinario di Malattie infettive del Dipartimento di Scienze veterinarie, sulle pagine de La Stampa

Rosati, che sta conducendo lo studio con la dottoressa Barbara Colitti, dalle colonne de La Zampa ha tranquillizzato - ancora una volta - i proprietari di cani e gatti.

«La situazione attuale vede certamente decine di migliaia di animali che sono a contatto con persone positive al Covid-19 - ha detto - ma il fatto che le notizie sugli animali contaminati siano del tutto trascurabili fa pensare che i quattrozampe non siano un problema, che non giochino un ruolo importante».

Il loro ruolo, ha spiegato, sarebbe simile a quello degli oggetti inanimati entrati in contatto con pazienti infetti. 

Allo stesso tempo, però, se in famiglia c'è una persona positiva al virus sarebbe bene che limitasse i suoi contatti con gli animali da compagnia perché, continua l'accademico, se è vero che non esistono casi di contagio da cani e gatti all'uomo è vero che esistono invece episodi di contagio all'inverso (dall'uomo al cane o al gatto).

«Se c'è in famiglia una persona Covid-19 positiva - si legge infatti ancora nell'intervista concessa al quotidiano torinese - così come con i familiari deve assumere dei comportamenti prudenti la stessa cosa dovrebbe essere riservata ai nostri animali domestici: cane e gatto è meglio che possano essere accuditi da persone non Covid-19 positive, cercando di mantenerli a una distanza di sicurezza rispetto alla persona positiva».

Gatti, cani e Coronavirus: la ricerca cinese

Nel frattempo in Cina i ricercatori dell’Harbin Veterinary Research Institute, guidati dal virologo Bu Zhigao, stanno conducendo in laboratorio alcuni test per verificare il rapporto tra il virus e gli animali da compagnia.

Nel nostro paese, la notizia è stata trasmessa dall'agenzia AGI che ha riportato:

«Furetti e gatti possono essere infettati dal nuovo coronavirus e trasmetterlo ad altri animali, mentre i cani sono “più resistenti”. Questo è quanto sostengono i ricercatori dello State Key Laboratory of Veterinary Biotechnology di Harbin, che hanno inoculato il virus in animali da compagnia e anche in altre specie (furetti, maiali, oche ndr) per verificare l'efficacia e la resistenza dei loro sistemi immunitari e la possibilità che la malattia venisse trasmessa ai loro simili».

In base ai primi esperimenti effettuati - iniettando il virus su animali vivi poi sottoposti ad eutanasia dopo il periodo di osservazione - pare che, tra gli animali da compagnia, i gatti siano più sensibili rispetto ai cani.

Tra i felini, infatti, sono stati evidenziati casi in cui il contagio si è prodotto e poi il virus si è trasmesso tra simili. Non è stato verificato, invece, nessun contagio dagli animali agli uomini.

Lo stesso studio, poi, ha permesso di verificare che il contagio avviene meno facilmente nei cani.