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Una seconda città cinese vieta il consumo di carne di cane e gatto

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Un altro passo in avanti per i nostri amici cani e gatti!

© Shutterstock (foto illustrativa)

Con la diffusione del Coronavirus qualcosa sta cambiando in Cina riguardo la consumazione della carne di cane e gatto. Dopo Shenzhen, anche un'altra città cinese si prepara a vietare il commercio di tali animali a fini di consumo alimentare.

Di Ilenia Colombo

Pubblicato il 23/04/20, 18:42

Due mesi fa la Cina aveva annunciato il divieto di vendita di animali domestici per scopi alimentari, poiché si pensava che il Coronavirus si fosse trasmesso all'uomo dagli animali presenti in uno dei numerosi mercati di Wuhan.

Ciò che ormai sappiamo è che il Coronavirus umano, o Covid-19, non ha un'origine canina o felina e cani e gatti non possono contagiare l'uomo con questa malattia.

La città di Shenzhen è stata la prima a vietare il consumo di carne di cane e gatto, misura accolta con immensa gioia dai difensori dei diritti degli animali.

Zhuhai: un altro passo in avanti in favore degli animali domestici

Il governo cinese, sebbene abbia riclassificato i cani nella categoria "animali domestici", non si è formalmente espresso per rendere questa pratica completamente illegale.

Acune città stanno quindi prendendo provvedimenti da sole, creando delle proprie leggi per vietare il consumo di carne canina a livello locale.

La città di Zhuhai, situata nel sud-est della Cina, ha seguito l'esempio di Shenzhen vietando anche lei il consumo locale della carne di cane e gatto.

Questi progressi ci mostrano come le abitudini cinesi stiano cambiando verso una maggiore consapevolezza dei cittadini, sempre più interessati al benessere degli animali.