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Multe e animali ai tempi del Covid: come fare ricorso?

poliziotto caccia cane e padrona dog-cat-serious

Fare ricorso dopo avere avuto una multa mentre accudivate animali durante il lockdown?

© Shutterstock

Durante la quarantena sono state fatte diverse multe a chi doveva prendersi cura di cani e gatti. Facciamo il punto della situazione e parliamo dell’eventuale ricorso.

Di Anna Paola Bellini , 6 mag 2020

Oggi vi parliamo di alcuni casi di persone multate a causa della chiusura da Covid-19 a detta loro, ingiustamente. Si tratta di chi ha fatto atto di generosità dando da mangiare a gatti randagi o accudendo il proprio cane.

Naturalmente, non sta a noi decidere in che misura una multa sia giusta o sbagliata. Quello che possiamo fare però è raccontarvi quanto accaduto e dare qualche suggerimento per un eventuale ricorso.

Multe e Covid-19

Come ben sappiamo dall’inizio di marzo per arginare l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 il governo ha imposto il lockdown, dando ai cittadini la possibilità di uscire, ma solo per delle ragioni ben precise (che possiamo riassumere brevemente in urgenza, lavoro, necessità e salute).

Tale provvedimento ha portato con sé la sua applicazione, le eventuali sanzioni per chi ha deciso di non mettere in atto quanto detto dalla legge e lo sdegno di chi ritiene di essere stato multato ingiustamente.

Elena e i gatti randagi

Come riportato dalla trasmissione Le Iene, Elena, una signora della provincia di Ravenna si trovava in strada alle 8:30 di mattina (munita di mascherina) per dare da mangiare ai gatti randagi del suo vicinato.

Questo gesto le è costato 280 euro di multa. Il video con il racconto della signora si trova alla fine dell’articolo.

Adele e il cane malato

Adele, della provincia di Verona, è uscita insieme al compagno per recarsi in farmacia. Il suo cane Spook, un Labrador di ben 14 anni, era stato da poco visitato dal veterinario che gli ha prescritto un farmaco necessario altrimenti avrebbe rischiato la paralisi.

I due sono stati fermati in auto sulla strada che porta alla farmacia muniti di mascherina, guanti e gel.

Dopo aver fornito regolare attestazione, però, la ragazza è stata multata con una sanzione di 533 euro perché lo spostamento non era, a detta delle Autorità, necessario come figurava sull’attestazione.

Come fare ricorso?

L’Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (ADUC) ha pubblicato qualche consiglio su come fare ricorso se si ritiene di essere stati ingiustamente multati. Eccoli riassunti:

  • La multa non deve essere pagata altrimenti il ricorso risulta nullo.
  • Inviare (entro i 30 giorni dal momento in cui si riceve il verbale) il ricorso in carta libera previa raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC. Il destinatario è l’Autorità competente indicata sul verbale (Comune, Regione, ecc.).
  • Entro i 5 anni successivi all’invio del ricorso l'Autorità competente può accogliere tale richiesta o rigettarla emettendo così un’ordinanza d’ingiunzione che porta al raddoppio della multa stessa.

Nel caso di ingiunzione è possibile effettuare nuovamente ricorso, sempre nei 30 giorni successivi alla notifica, davanti al giudice di pace.

Come si legge anche nelle indicazioni del ricorso dell’Organizzazione Italiana Protezione Animali (OIPA).

Attualmente i ricorsi sono però sospesi e sarà possibile presentarli a partire dal 16 maggio. 

La mobilitazione dell’ENPA

Fin dall’inizio di aprile, con le prima multe l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) ha deciso di scendere in campo in difesa dei volontari che si occupano delle colonie di gatti e degli animali che necessitano di cure.

Dopo aver più volte dichiarato pubblicamente di smetterla di multare chi usciva per accudire cani, gatti e altri esemplari, l’Ente si è messo a disposizione per dare eventuale assistenza nel ricorso di una multa avuta per queste ragioni.

Sul sito dell’ENPA si legge che:

A sostegno di tutti i volontari multati o denunciati, l’Enpa ha messo a disposizione il proprio Ufficio legale, che raccoglie le segnalazioni all’indirizzo mail ufficiolegale@enpa.org e supporta legalmente i volontari.
 
DÀ DA MANGIARE AI GATTI: 280 EURO DI MULTA

Elena ha ricevuto una multa di 280 euro per essere scesa di casa a dare da mangiare ad alcuni gatti randagi di cui si occupa: “Avevo la mascherina, credo sia mio diritto aiutare quei poverini”. Ecco la sua storia 👉 https://bit.ly/3ffbUll

Posted by Le Iene on Friday, May 1, 2020