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Un viaggio inaspettato di 200 km per una gatta nascosta in un'auto

Una gatta "avventurosa" ha compiuto un viaggio di oltre 200 km da Birmingham a Londra dopo essersi raggomitolata in un motore di un'auto... Le ricerche per ritrovare il suo proprietario si sono rivelate molto difficili.

Di Ilenia Colombo

Pubblicato il 31/05/20, 10:08

Siamo abituati a mettere i nostri gatti nei loro trasportini quando devono fare un controllo dal veterinario ma quando viaggiamo per lunghe distanze, spesso tendiamo a lasciare i nostri amici a quattro zampe a casa.

Questa piccola felina, tuttavia, sembrava appassionata di avventura ed è finita a 210 km lontana da casa.

Una gattina in viaggio

Quando l'autista dell'auto si è fermato a destinazione a East London, i passanti hanno affermato di sentire dei miagolii provenire dall'interno del veicolo.

Aprendo il cofano l'uomo ha trovato un gatto raggomitolato nel vano motore.

La gattina era molto spaventata ma per fortuna non era rimasta ferita.

La gente del quartiere ha chiamato l'ente di protezione animali Celia Hammond Animal Trust e si è presa cura della gatta fino a quando non ha potuto essere salvata.

Una ricerca sui social

Secondo l'associazione, il gatto probabilmente si è messo sotto il cofano della macchina parcheggiata per riscaldarsi.

Al fine di trovare la gattina in questione, l'ente ha perlustrato Facebook e altri social per trovare post su gatti scomparsi. Ma niente è stato trovato.

Riguardo la piccola felina, l'associazione ha scritto in un post su Facebook:

«Le persone che erano lì erano più interessate a mettere al sicuro il gatto e non hanno chiesto all'uomo da dove venisse e lui inoltre non è rimasto molto a lungo. Sarebbe bello se potessimo trovare il proprietario, ma è come trovare un ago in un pagliaio. Non abbiamo idea da dove provenga il gatto».

 

CAT FOUND - in car engine driven to London from Birmingham - Please share this post Birmingham area... UPDATE 5th JAN: ...

Posted by Celia Hammond Animal Trust on Wednesday, January 1, 2020

Sfortunatamente, il felino non aveva un microchip. Pertanto, restituirlo al suo proprietario si è rivelato abbastanza difficile.