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Un cane salverebbe il padrone in difficoltà ma solo ad una condizione

zampa di cane e mano umana dog-serious

L'aiuto e l'empatia che il cane può darci sono incondizionate, ma dipendono da alcuni fattori.

© Pixabay

L’empatia che si sviluppa tra cane e padrone è forte al punto tale da spingere Fido a salvare il proprio umano in caso di necessità, ma solo ad una condizione. Scopriamo insieme questo interessante studio.

Di Serena Esposito , 3 giu 2020

Arizona State University, Dipartimento di Psicologia. Una equipe di ricercatori si è domandata se un cane salverebbe il proprio padrone in caso di necessità, in base all’empatia che si sviluppa tra loro.

La risposta non è così semplice, perché da quanto emerso dall’esperimento, sembra che un cane in generale salverebbe il proprio padrone, ma in questo giocano un ruolo fondamentale anche il sapere come comportarsi e l’effettiva probabilità di successo del cane.

«Abbiamo valutato l’atteggiamento di 60 cani non addestrati al salvataggio degli umani e osservato le loro reazioni in situazioni di emergenza simulata», ha spiegato Joshua Van Bourg, autore dello studio.  

Clive Wynne, coautore, ha aggiunto:

«È una credenza comune l’idea che i nostri amici a quattro zampe siano disposti ad aiutarci, ma volevamo capire le motivazioni di questo comportamento».

Il primo test

Nel primo esperimento, i padroni sono stati confinati in un box dalla porta leggera, ed invitati ad inviare richieste d’aiuto agli amici quattro zampe, senza però pronunciarne il nome, in modo da evitare errori di aspettative nell’animale.

Un terzo dei 60 cani esaminati è andato in soccorso del padrone, ma non era ancora chiaro come questi animali avessero interpretato la situazione d’emergenza.

Il secondo test

«Abbiamo quindi condotto un altro esperimento facendo cadere del cibo nella scatola, e solo 19 dei 60 cani hanno aperto la scatola. Questo dimostra che il salvataggio del padrone richiede più di una semplice motivazione, sembra che ci siano motivazioni più profonde, come la necessità di capire come comportarsi. Il test di controllo sembra suggerire che la difficoltà dipenda dalla valutazione delle proprie abilità. I cani vogliono salvare gli uomini, ma devono sapere come riuscirci», ha spiegato Van Bourg.

La simulazione dell’emergenza

Infine nel terzo esperimento è stata simulata una situazione di emergenza: il padrone era nella scatola e leggeva a voce alta una rivista. Soltanto 16 dei cani testati si sono recati all’interno della scatola per raggiungere il padrone. 

Nonostante la voce del padrone avesse un tono calmo e pacato, in molti esemplari si è manifestato un atteggiamento di stress ed irrequietezza, con guaiti, e latrati.

A tal proposito, l’autore ha dichiarato: «Il nostro studio è un’ulteriore prova dell’aiuto incondizionato che i cani sono disposti a offrire alle persone che amano. La richiesta d’aiuto da parte del proprietario ha aumentato i livelli di stress osservati negli animali, che non si sono abbassati quando la voce calma del padrone sembrava rassicurante».

Risultati e conclusioni

Le conclusioni tratte dagli autori dello studio sono state così spiegate da Wynne:

«Questi comportamenti individuali sono prove della profonda empatia che i cani possono sperimentare con i loro compagni umani. Anche senza addestramento, molti cani cercheranno di salvare le persone che sembrano essere in difficoltà, e il fallimento li porta a essere ancora più ansiosi di intervenire». 

I ricercatori approfondiranno lo studio, modificando le condizioni dei test per indagare e verificare se l’intervento dei cani dipenda o meno dalla vicinanza fisica coi padroni: c’è ancora molto da scoprire!