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Progetto di Legge per gli animali: un’iniziativa da cui prendere esempio

cane che corre dog-cat-serious

Un progetto di Legge potrebbe spianare la strada per la causa animale.

© Pixabay

Un progetto di Legge che potrebbe far avanzare considerabilmente la causa animale in un paese Europeo, potrebbe essere un esempio tutto da imitare.

Di Anna Paola Bellini , 6 lug 2020

In Francia, il 2 luglio 2020, un’inedita iniziativa dei cittadini, sostenuti da diverse associazioni in favore della protezione degli animali, potrebbe aiutare a ridurre massivamente la sofferenza animale sul territorio.

Vediamo nel dettaglio.

Il progetto di Legge

Tale proposta di Legge prevede sei punti fondamentali con il solo e nobile scopo di ridurre la sofferenza che l’Uomo può causare agli animali.

Affrontando l'industria delle pellicce, della caccia, dell'allevamento intensivo e in gabbia, la sperimentazione animale e le mostre sulla fauna selvatica, questo progetto di legge è destinato ad essere presentato al Parlamento e ai francesi attraverso un referendum.

Molte personalità del mondo del giornalismo e del cinema hanno già espresso il loro consenso per questo “Referendum per gli animali”.

I sei punti (in breve)

  1. Divieto di allevamento in gabbia di polli, conigli, tacchini, oche e anatre.
  2. Divieto di allevamento di animali da pelliccia.
  3. Fine dell’allevamento intensivo.
  4. Divieto di caccia da inseguimento, di caccia al tasso e alla volpe e tutti i tipi di caccia detti “tradizionali”.
  5. Divieto di spettacoli con animali selvaggi.
  6. Divieto di sperimentazione animale se esiste un’alternativa.

Adesso che questo progetto di Legge è stato reso pubblico, può cominciare il vero e proprio iter per far sì che diventi Legge.

Per questo, però, bisognerà far passare il progetto al Consiglio costituzionale, per in seguito passare in Parlamento.

Se tra sei mesi tale progetto non sarà esaminato il Presidente della Repubblica dovrà indire un referendum che vedrà i cittadini esprimersi sulla questione.

…e in Italia?

Vediamo punto per punto!

  1. Per l’allevamento in gabbia, l’Italia segue la normativa europea, ma negli ultimi anni sono tantissimi i movimenti che si battono per far sì che questa pratica ritenuta crudele e immorale cessi.
  2. In Italia la produzione di pellicce è ancora consentita, nonostante il fatto che siano stati presentati da diverse forze politiche, delle proposte di legge per far fronte alla situazione. Tali proposte sono ancora in attesa di discussione.
  3. Per gli allevamenti intensivi, il nostro paese segue le disposizioni dettate dall’Unione Europea nel 1998 in cui si impone ai proprietari di animali da reddito di imporre tutte le misure necessarie per garantire il benessere degli animali.
  4. In Italia la caccia è consentita solo in apposite zone che devono essere segnalate da cartelli.
  5. Per quanto riguarda gli spettacoli con animali (in particolare i circhi) nel nostro paese questo argomento è all’ordine del giorno. Si sta, infatti, discutendo per creare una proposta di Legge in tal senso. Nel frattempo, la regione Sardegna ha vietato i circhi sul territorio proprio nel 2020.
  6. Il nostro paese è uno di quelli che utilizza meno gli animali nella sperimentazione. Questo è spesso motivo di dibatti con gli altri membri dell’Unione Europea.

Una soluzione comune?

Il progetto di Legge francese potrebbe essere un’ottima base di discussione per cercare di espandere una tale visione a tutta la Comunità Europea in modo da poter agire insieme.

La causa animale, in tutte le sue sfaccettature, non deve e non può essere limitata ad un solo paese, ma cercare di affermarsi in ogni singola coscienza.