Instagram

Shopping per i pet? Passa da qui!

Pubblicità

Lyssavirus: la storia paradossale del sesto cane in isolamento

cane nero in primo piano dog-serious

Kira è in isolamento per evitare il Lyssavirus a causa dei fuochi. 

© Facebook @Orietta Menci

All’inizio del mese di luglio 2020 ad Arezzo un gatto è deceduto dopo aver morso la padrona. Dopo aver trovato la causa di questo triste e singolare evento, sono state messe in atto delle misure preventive. Adesso in isolamento ci sono sei cani.

Di Anna Paola Bellini

Pubblicato il 11/08/20, 07:09

È passato più di un mese da quando il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, ha firmato l’ordinanza in seguito al caso del gatto morto di lyssavirus.

Ad oggi sono già sei i cani in isolamento al canile della Cella, gestito dall’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa).

L'ultima arrivata si chiama Kira e la sua storia è al limite del paradosso. La cagnolina, fuggita a causa dello spavento, si è ritrovata in isolamento.

I cani in isolamento

  • Il primo cane ad entrare in quarantena in canile è stato il coinquilino del gatto deceduto.
  • Nello stesso giorno anche Otto, un incrocio di Bassotto e Pincher di ben 9 anni, è entrato in canile poiché aveva l’abitudine di girovagare fuori casa da solo.
  • Ai due si aggiunge una cagnolina randagia sprovvista di chip identificativo.
  • Altri due esemplari, molto anziani, uno cieco e con pochissime forze, si trovano in isolamento.

Kira l'ultima arrivata

A questi cinque esemplari si va ad aggiungere Kira, una cagnetta che durante i festeggiamenti per la notte di San Donato, si è spaventata a causa dei fuochi d’artificio ed ha superato la recinzione del giardino.

Adesso, seguendo l’ordinanza, la cagnetta dovrà restate in quarantena in canile per sei mesi, se non si sottoporrà al vaccino (in questo caso, l’isolamento diventerà di “soli” due mesi).

Il paradosso di tutta questa situazione è che proprio l'Enpa qualche giorno prima della festa del Santo aveva raccomandato di evitare i fuochi d'artificio, proprio per scongiurare il pericolo di situazioni di questo genere.

Allo stesso tempo, è proprio l'Ente nazionale a trovarsi adesso nella situazione di non poter rilasciare i cagnetti per salvaguardare loro e i loro simili dal pericolo di contrazione del virus. 

Le proteste social

In questa situazione, sui social si accende la protesta per Kira e Otto. I rispettivi proprietari dei due cagnetti hanno condiviso la loro paura e la loro volontà di riabbracciare i loro cuccioli.

Se per Otto, la situazione ancora non è chiara, per la piccola Kira qualcosa sembra muoversi.

Sulla pagina Facebook della sua proprietaria, Orietta Menci, è possibile infatti leggere che il Sindaco di Arezzo ha contattato la famiglia per rassicurarla che presto potranno riabbracciare la loro amata cagnolina.