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Paura del Covid-19 e pulizia delle strade: il destino di cani e gatti

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Gatti e cani randagi stanno sparendo dalle strade.

© Unsplash @yuli_superson

Con l'errata convinzione che gli animali possano trasmettere il Coronavirus e una spietata esigenza di tenere pulite le strade, si sta facendo una vera strage di cani e gatti. Non solo randagi.

Di Nina Segatori , 17 set 2020

A Dubai, in attesa dell'Expo nel 2021, secondo quanto riportato da un reportage di thenational.ae, cani e gatti stanno sparendo dalle strade. Il sospetto degli animalisi è che lo Stato stia facendo scomparire i randagi (e non) per "decoro" e per scongiurare il rischio di contagio da Covid-19. Con la sbagliata convinzione che sia trasmissibile da animale a uomo, ovviamente.

Lo scopo è quello di tenere la città "pulita", visto che si prevedono almeno 25 milioni di visitatori, poiché l'evento coincide con il 50esimo anniversario della fondazione degli Emirati Arabi Uniti. Una festa nella festa insomma, dove a rimetterci sono gli animali.

Expo e randagi

Da qualche giorno circola sul web una lettera di denuncia che svela quello che sta accadendo a Dubai: «secondo il governo e il comune di Dubai, rimuovere i randagi dalle strade porterà al Paese una reputazione di migliore efficienza».

E non importa se siano randagi o abbiano il collare, tutti gli animali che vagano nelle strade da soli vengono prelevati. A confermare l'ipotesi anche un animalista: «Teneteli in casa il più possibile, li portano in aree sempre diverse».

Paura Covid-19

Il Governo dal canto suo, si giustifica tirando in ballo il Coronavirus. Stando alle notizie riportate dall'associazione Kittysnip, tantissimi proprietari di casa hanno abbandonato, durante il lockdown, il proprio amico a 4 zampe, per paura del contagio.

Una scelta crudele ma anche sconsiderata visto che è stata proprio l'OMS a dichiarare che non ci sono prove effettive che il virus si trasmetta dagli animali all'uomo.

Strane sparizioni

Intanto, però, gli animali continuano a sparire dalle strade.Tra le denunce peggiori quella della sparizione di un intero gruppo di gatti randagi che era stato microchippato e dotato di collare. Il tutto a spese dei residenti di Palm Jumeirah che aveva raccolto fondi per microchip, sterilizzazione, cure e sverminazione. 

La città è disseminata di trappole per gatti e gli animali catturati vengono poi abbandonati nelle zone industriali o nel deserto, lasciati lì a morire di fame in una lenta agonia. Ed è vietato nutrirli, pena multe, che ora sono ancora più aspre.

Una triste sorte descritta nel dettaglio una petizione su Change.org: «I randagi vengono raccolti dal Comune e abbandonati nel deserto sotto i 60 gradi senza acqua e cibo o portati in 'rifugì (kill shelter) dove vengono uccisi. Ogni rifugio governativo negli Emirati Arabi Uniti uccide con l'eutanasia dai 10 ai 30 gatti al giorno».

Tutto ciò va contro le politiche internazionali che tutelano il benessere degli animali e gli animalisti ora chiedono a gran voce che questa strage venga interrotta.